Il 18 settembre 2026, la fisioterapista Clarissa Bruno di Bari ha espresso ottimismo riguardo alle nuove opportunità per i pazienti affetti da emofilia A. Durante l’inaugurazione della campagna “Life First. Liberi di vivere”, promossa da Roche, ha sottolineato l’importanza di una corretta aderenza terapeutica e di un approccio fisioterapico per migliorare la qualità della vita di chi soffre di questa malattia genetica rara, caratterizzata da sanguinamenti spontanei o prolungati dovuti a un deficit del fattore di coagulazione VIII.
Opportunità per i pazienti con emofilia a
La dottoressa Bruno ha evidenziato come, grazie a un trattamento adeguato e a un’attività fisica mirata, i pazienti possano raggiungere risultati impensabili in passato. Le nuove strategie terapeutiche, unite a un programma di fisioterapia, fungono da ponte verso attività che un tempo erano considerate rischiose. Questo approccio innovativo non solo aiuta a gestire i sintomi, ma permette anche di esplorare nuove dimensioni della vita quotidiana.
Bruno ha chiarito che è fondamentale seguire precise norme comportamentali per garantire il benessere dei pazienti. Tra queste, la protezione delle articolazioni attraverso un’attività fisica di base è cruciale. Il riscaldamento, la preparazione al gesto motorio e le attività di stretching sono elementi essenziali per evitare infortuni e migliorare la mobilità. La fisioterapista ha sottolineato come il movimento non sia solo un aspetto fisico, ma anche un elemento chiave per il benessere psicologico e sociale delle persone affette da emofilia.
Importanza del movimento e del benessere globale
La fisioterapista ha insistito sulla necessità di superare le paure accumulate durante l’infanzia, quando il movimento era visto come un potenziale pericolo. Sviluppare una struttura fisica adeguata non solo migliora le capacità motorie, ma ha un impatto positivo anche su aspetti più intimi della vita, come la sfera sessuale. Questo approccio olistico è fondamentale per garantire che i pazienti possano vivere una vita piena e soddisfacente.
Bruno ha concluso affermando che il miglioramento della condizione fisica dei pazienti non si limita a un beneficio individuale, ma si estende anche alla loro vita sociale. La campagna “Life First” si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere una maggiore consapevolezza riguardo all’emofilia A, affinché i pazienti possano sentirsi supportati e valorizzati nella loro quotidianità.
L’iniziativa di Roche rappresenta un passo significativo verso una maggiore inclusione e una migliore qualità della vita per le persone affette da emofilia A, dimostrando come l’innovazione terapeutica e il supporto psicologico possano cambiare radicalmente le vite di chi vive con questa condizione.
