Emofilia: focus sulla Conferenza per corsi di laurea in Medicina e dialogo con i pazienti

La presidente Basili al convegno di Roma: formazione medica orientata alle necessità delle associazioni di pazienti per migliorare l’assistenza e il dialogo con chi vive con malattie croniche.

Il 13 aprile 2026, Stefania Basili, presidente della Conferenza permanente dei presidenti di corsi di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, ha partecipato a un convegno a Roma in occasione della XXII Giornata mondiale dell’emofilia, organizzato da FedEmo. Durante il suo intervento, ha sottolineato come i programmi di studio in Medicina siano già orientati a soddisfare le necessità delle diverse associazioni di pazienti, considerandole come stakeholder fondamentali.

Formazione e dialogo con i pazienti

Basili ha affermato che l’attuale formazione degli studenti di Medicina è stata progettata per rispondere alle esigenze delle associazioni di pazienti. Ha evidenziato l’importanza di un’indagine approfondita per verificare se questo approccio sia stato adottato a livello nazionale. La presidente ha messo in evidenza che il dialogo con i pazienti è cruciale per migliorare la formazione e l’educazione degli studenti, rendendoli più consapevoli delle reali necessità di chi vive con malattie come l’emofilia.

Azioni prioritarie per la formazione

Durante il convegno, Basili ha delineato alcune azioni prioritarie per rendere il percorso formativo universitario più attrattivo per gli studenti e per i futuri specializzandi. Ha ricordato che il Ministero dell’Università e della Ricerca, il 19 dicembre 2023, ha pubblicato il decreto 1649, che prevede un tirocinio specifico per orientare gli studenti. Questo tirocinio, denominato “tirocinio della flessibilità“, consente agli studenti del quarto e quinto anno di Medicina di scegliere un percorso formativo mirato, composto da 8 crediti formativi universitari (CFU).

Basili ha anche menzionato l’intenzione di introdurre un ulteriore percorso formativo dedicato alle basi della trombosi, per preparare gli studenti al loro futuro professionale e alle sfide che potrebbero affrontare dopo la laurea. Queste iniziative mirano a garantire che i futuri medici siano ben equipaggiati per affrontare le complessità delle malattie e per interagire efficacemente con i pazienti.

Il ruolo delle associazioni di pazienti

Le associazioni di pazienti giocano un ruolo fondamentale nel garantire che le esigenze di chi vive con malattie croniche vengano ascoltate e integrate nei programmi di formazione. Basili ha evidenziato come la collaborazione tra le istituzioni accademiche e le associazioni possa portare a un miglioramento significativo della qualità della formazione medica. Questo approccio non solo arricchisce l’esperienza educativa degli studenti, ma contribuisce anche a creare una generazione di medici più sensibili e preparati ad affrontare le sfide del mondo della salute.

Il convegno ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra professionisti del settore e rappresentanti delle associazioni, con l’obiettivo di sviluppare strategie comuni per migliorare la formazione in ambito medico e garantire una migliore assistenza ai pazienti.

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