Encefalopatia epatica, EpaC: necessaria maggiore informazione per combattere stigma e isolamento

Lanciata a Roma la campagna “Encefalopatia epatica: riEEsci a vederla?” per sostenere pazienti e famiglie, promuovendo consapevolezza e supporto contro pregiudizi e incomprensioni.

Il 13 maggio 2026, Massimiliano Conforti, presidente dell’associazione EpaC Ets, ha annunciato a Roma il lancio della campagna “Encefalopatia epatica: riEEsci a vederla?“. Questo progetto, sostenuto da Alfasigma e in collaborazione con diverse associazioni scientifiche, si propone di dare voce a pazienti e famiglie che affrontano l’encefalopatia epatica, una complicanza della cirrosi che spesso è accompagnata da pregiudizi e incomprensioni.

Importanza dell’iniziativa

Conforti ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa, dichiarando che “oggi è un giorno storico” poiché finalmente si inizia a parlare di una condizione che ha bisogno di maggiore attenzione. L’encefalopatia epatica è frequentemente associata al consumo di alcol, ma può derivare anche da altre cause, come malattie infettive, metaboliche e autoimmuni. Questa malattia comporta significative difficoltà cognitive e psicologiche, inclusi problemi di memoria e alterazioni del comportamento, che possono creare confusione anche nei familiari e nei caregiver.

Obiettivi della campagna

La campagna mira a diffondere informazioni corrette e strumenti utili per supportare i pazienti e le loro famiglie. Conforti ha evidenziato che è fondamentale far sapere alle persone colpite da questa condizione che non sono sole. Nei prossimi mesi, l’iniziativa prevede di collaborare con le società scientifiche per fornire risorse che possano aiutare nella gestione dell’encefalopatia epatica.

Partecipazione delle organizzazioni

La presentazione della campagna ha visto la partecipazione di diverse organizzazioni, tra cui Aigo, Aisf, Cleo, Fadoi e Simg, tutte unite nell’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica e migliorare la qualità della vita dei pazienti. La campagna “riEEsci a vederla?” rappresenta quindi un passo importante verso una maggiore consapevolezza e supporto per chi vive quotidianamente con questa malattia.

Determinazione nel progetto

Con la speranza di abbattere i muri del silenzio e dello stigma, Massimiliano Conforti e il suo team sono determinati a portare avanti questo progetto, affinché le voci dei pazienti possano finalmente essere ascoltate e comprese.

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