Endometriosi: Giorgia Soleri si esprime e l’esperto conferma i progressi terapeutici nella fertilità

Il ginecologo Mauro Cozzolino discute l’endometriosi, patologia che colpisce oltre 1,8 milioni di donne in Italia, evidenziando diagnosi e trattamenti efficaci per preservare la fertilità.

Il ginecologo Mauro Cozzolino ha recentemente affrontato il tema dell’endometriosi, una patologia complessa che colpisce molte donne, durante un’intervista. Il dottore ha sottolineato come, grazie a strumenti diagnostici sempre più precisi, sia possibile diagnosticare e trattare questa condizione in modo più efficace.

Il 23 marzo 2026, l’influencer Giorgia Soleri, ex compagna di Damiano David, ha condiviso un messaggio sui social media in cui chiarisce la sua situazione di salute. Nel video pubblicato, Soleri ha affermato: “Non sono incinta, sono malata“, specificando che la sua condizione non è legata a una gravidanza, ma piuttosto a una manifestazione della sua endometriosi, di cui soffre da anni.

In Italia, sono oltre 1 milione e 800 mila le donne che convivono con questa malattia ginecologica cronica, la quale può avere un impatto significativo sulla qualità della vita e sulla fertilità. Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità, l’endometriosi è una delle principali cause di infertilità femminile, con circa il 30-40% delle donne affette che possono riscontrare difficoltà nel concepimento. Nonostante ciò, la diagnosi di endometriosi viene spesso vista come un segnale di infertilità definitiva, mentre le evidenze scientifiche suggeriscono che molte donne con questa condizione possono comunque riuscire a rimanere incinte, sia in modo naturale che attraverso trattamenti di medicina della riproduzione.

Che cos’è l’endometriosi

L’endometriosi è una patologia complessa che si celebra ogni anno il 28 marzo. Mauro Cozzolino, ginecologo specializzato in medicina della riproduzione e Direttore della Clinica IVI di Bologna, spiega che questa condizione può influenzare la fertilità femminile sia attraverso alterazioni anatomiche degli organi riproduttivi che mediante processi infiammatori che modificano l’ambiente ovarico e uterino.

Cozzolino evidenzia come, grazie a una maggiore consapevolezza dei sintomi e a strumenti diagnostici sempre più accurati, molte donne con forme lievi di endometriosi riescano a concepire spontaneamente. In situazioni selezionate, la rimozione laparoscopica dei focolai endometriosici può migliorare la fertilità, con tassi di gravidanza spontanea che variano tra il 40% e il 60% entro 12 mesi dall’intervento, soprattutto per le pazienti con malattia meno avanzata. Per le donne con stadi più gravi della patologia o con fattori tubarici associati, le tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), come la fecondazione in vitro (FIVET), rappresentano un’opzione terapeutica efficace.

Cozzolino sottolinea che, secondo la letteratura scientifica internazionale e le linee guida della European Society of Human Reproduction and Embryology, i risultati delle PMA nelle donne affette da endometriosi sono generalmente comparabili a quelli delle pazienti con altre cause di infertilità. Le probabilità cumulative di gravidanza possono superare il 60% dopo diversi cicli di trattamento. Attraverso un approccio personalizzato, che considera l’età della paziente, la riserva ovarica e lo stadio della malattia, molte donne possono essere accompagnate nel loro percorso verso la maternità. La diagnosi precoce è fondamentale, poiché una gestione tempestiva della patologia non solo migliora la qualità della vita delle pazienti, ma preserva anche il loro potenziale riproduttivo e consente di pianificare strategie terapeutiche mirate.

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