Il bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha messo in luce un significativo aumento dei casi di epatite A in Italia nel 2025, con 631 segnalazioni rispetto ai 443 dell’anno precedente. Questo dato è stato reso noto il 26 marzo 2026 e segna un trend preoccupante, specialmente per quanto riguarda l’andamento del focolaio di epatite A in alcune regioni, in particolare in Campania, Lazio e Puglia.
Incremento dei casi di epatite A nel 2025
Nel corso del 2025, l’ISS ha registrato un picco di casi di epatite A nel mese di settembre, con 89 segnalazioni. Dopo questo picco, si è osservato un lieve calo fino a dicembre. Tuttavia, i primi tre mesi del 2026 hanno mostrato un ulteriore incremento, con un massimo di 160 casi segnalati a marzo. L’analisi dei fattori di rischio ha rivelato che il consumo di frutti di mare è stato determinante, con 262 casi nei primi tre mesi del 2026 legati a questa esposizione, rispetto ai soli 43 casi nello stesso periodo del 2024. Un altro aspetto preoccupante è l’aumento dei casi tra gli uomini che fanno sesso con uomini (MSM), con 101 casi nel 2025 e 26 nei primi tre mesi del 2026.
Le regioni più colpite: Campania, Lazio e Puglia
L’ISS ha evidenziato un aumento dei casi di epatite A nella regione Campania, che ha registrato 110 casi dall’inizio dell’anno fino al 17 marzo 2026. L’ente ha attivato misure di risposta e mitigazione attraverso i suoi centri e dipartimenti, collaborando con il Ministero della Salute. Questo ministero ha istituito un gruppo di lavoro che comprende vari uffici e servizi di prevenzione e epidemiologia delle regioni più colpite, per affrontare efficacemente la situazione.
Modalità di trasmissione dell’epatite A
L’ISS ha sottolineato che la trasmissione del virus dell’epatite A può essere prevenuta attraverso pratiche igieniche adeguate. È fondamentale lavarsi frequentemente le mani, lavare frutta e verdura, e cuocere bene gli alimenti. È necessario prestare particolare attenzione ai molluschi, che possono rappresentare un rischio elevato. Inoltre, è essenziale garantire che le norme igieniche siano rispettate anche nella gestione degli alimenti e degli scarichi fognari.
La vaccinazione è un altro strumento cruciale nella lotta contro l’epatite A. Esiste un vaccino efficace che offre protezione per diversi anni e che è raccomandato per coloro che viaggiano in paesi ad alta prevalenza di infezione, per i portatori di epatite cronica e per chi ha rapporti sessuali a rischio. La vaccinazione è particolarmente efficace nella prevenzione dei casi secondari, ed è consigliata per i contatti di persone infette entro 15 giorni dall’insorgenza dei sintomi.
Il monitoraggio della situazione e l’adozione di misure preventive rimangono fondamentali per contenere l’epatite A in Italia e proteggere la salute pubblica.
