Epatite B cronica: GSK annuncia tassi di guarigione funzionale con bepirovirsen

GSK presenta risultati promettenti sul bepirovirsen, un nuovo trattamento per l’epatite B cronica, mostrando tassi di guarigione funzionale superiori rispetto alle terapie attuali.

La casa farmaceutica GSK ha reso noto oggi, 28 maggio 2026, risultati significativi riguardanti il suo nuovo trattamento per l’epatite B cronica, denominato bepirovirsen. I dati provenienti dai due studi di Fase III, B-Well 1 e B-Well 2, sono stati pubblicati in contemporanea sul prestigioso ‘New England Journal of Medicine’ e presentati al congresso dell’Associazione Europea per lo Studio del Fegato (EASL). Questo annuncio rappresenta un passo importante nella lotta contro una malattia che colpisce oltre 240 milioni di persone in tutto il mondo.

Risultati degli studi B-well 1 e B-well 2

GSK ha evidenziato che i risultati aggregati dei due studi hanno mostrato un tasso di risposta di guarigione funzionale del 19% nella popolazione complessiva, composta da adulti con livelli di antigene di superficie dell’epatite B. Questo tasso è stato raggiunto dopo un trattamento di sei mesi con bepirovirsen, superando gli endpoint primari stabiliti. In un’analisi secondaria chiave, il tasso di guarigione funzionale è salito al 26% tra i pazienti con bassa attività virale, a differenza dello 0% riscontrato con la sola terapia standard.

In aggiunta, il 49% dei pazienti trattati con bepirovirsen ha raggiunto un livello di antigene di superficie100 UI/mL un anno dopo la conclusione del trattamento. Questa riduzione dell’antigene di superficie è collegata a una significativa diminuzione del rischio di sviluppare cancro al fegato, un’informazione cruciale che potrebbe cambiare il modo in cui viene gestita l’epatite B cronica.

Sicurezza e tollerabilità del trattamento

I risultati degli studi hanno anche rivelato un profilo di sicurezza e tollerabilità accettabile per bepirovirsen, in linea con quelli di precedenti ricerche. Gli eventi avversi più frequentemente riportati sono stati eritema nel sito di iniezione, dolore locale e un aumento temporaneo dei livelli ematici di un enzima epatico. Questi dati indicano che bepirovirsen potrebbe essere una valida alternativa ai trattamenti esistenti, che spesso non garantiscono una guarigione funzionale e comportano un notevole onere per i pazienti e i sistemi sanitari.

Implicazioni per la salute pubblica

Il Direttore Scientifico di GSK, Tony Wood, ha commentato che per la prima volta bepirovirsen offre la possibilità di ottenere tassi di guarigione funzionale significativamente superiori rispetto agli attuali standard di cura. Questo potrebbe ridurre il rischio di complicanze epatiche a lungo termine, incluso il tumore. Jinlin Hou, direttore dell’Istituto di Epatologia del Guangdong in Cina e autore principale dello studio, ha sottolineato l’importanza di questi nuovi dati, che, insieme a test e diagnosi migliorati, potrebbero migliorare notevolmente la vita di milioni di persone affette da epatite B cronica.

Con questo annuncio, GSK segna un importante progresso nella sua pipeline di farmaci per il trattamento delle malattie epatiche, mirando a trasformare gli esiti clinici per i pazienti e a offrire nuove speranze in una battaglia che dura da decenni.

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