Il 10 marzo 2026, durante un evento tenutosi a Milano, il professor Marco Carbone, esperto di Gastroenterologia presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca e dirigente medico dell’Epatologia all’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, ha discusso l’importanza del trattamento del prurito associato alla colangite biliare primitiva. Questo incontro è stato organizzato da Gilead Sciences in occasione dell’approvazione della rimborsabilità da parte dell’AIFA per il farmaco seladelpar, una nuova opzione terapeutica per questa patologia epatica rara e autoimmune.
Il ruolo del prurito nella colangite biliare primitiva
La colangite biliare primitiva è una malattia autoimmune che colpisce il fegato e le vie biliari, caratterizzata da infiammazione cronica e distruzione dei piccoli dotti biliari. Questo processo porta a un accumulo di bile nel fegato, causando fibrosi e, nei casi più gravi, cirrosi. Carbone ha sottolineato come storicamente il trattamento si sia concentrato principalmente sul miglioramento degli esami ematici, con l’obiettivo di aumentare la sopravvivenza dei pazienti. Tuttavia, il professor Carbone ha evidenziato che in passato il prurito, uno dei sintomi più debilitanti, è stato trascurato a causa della mancanza di terapie efficaci.
Con l’introduzione di seladelpar, ora è possibile affrontare anche questo sintomo. “Intervenire su un sintomo così debilitante come il prurito cronico, che non risponde ad antistaminici o creme, porta a un miglioramento del quadro generale del paziente”, ha affermato Carbone. Questa nuova terapia non solo rallenta la progressione della malattia, riducendo la necessità di un trapianto di fegato, ma migliora anche la qualità della vita dei pazienti, contribuendo a ridurre il prurito notturno e l’astenia, ovvero la stanchezza cronica.
Diagnosi e gestione della malattia
La diagnosi della colangite biliare primitiva è relativamente semplice, poiché è associata a specifiche alterazioni negli esami ematici. Tuttavia, la malattia è spesso asintomatica nelle fasi iniziali, il che complica la diagnosi precoce. Carbone ha spiegato che molti pazienti non presentano sintomi fino a quando la malattia non è in uno stadio avanzato, il che rende fondamentale un monitoraggio attento e una sensibilizzazione sui segnali di allerta.
La gestione della colangite biliare primitiva richiede un approccio multidisciplinare, che può includere epatologi, gastroenterologi e altri specialisti. La combinazione di terapie mirate e un supporto adeguato per i sintomi può migliorare significativamente la qualità della vita dei pazienti. La disponibilità di farmaci come seladelpar rappresenta una svolta importante, consentendo una gestione più efficace della malattia e dei suoi sintomi.
Il professor Carbone ha concluso il suo intervento sottolineando l’importanza di affrontare non solo gli aspetti clinici della malattia, ma anche il benessere complessivo dei pazienti, evidenziando come il trattamento del prurito possa avere un impatto positivo su diversi aspetti della vita quotidiana.
