Il panorama della sanità italiana sta attraversando una fase di profonda trasformazione, come evidenziato dalle recenti dichiarazioni di Antonino Biroccio, General Manager di GSK Italia. Durante l’evento “Dialoghi sull’Innovazione accessibile – Innovaction”, tenutosi il 9 aprile 2026 a Roma, Biroccio ha sottolineato l’importanza di un approccio innovativo per affrontare le sfide attuali del Sistema Sanitario Nazionale.
La necessità di innovazione nel sistema sanitario
Biroccio ha messo in evidenza come il Sistema sanitario, istituito nel 1978, abbia subito notevoli cambiamenti. La demografia è mutata, con una diminuzione delle nascite e un aumento della popolazione anziana. Questa evoluzione richiede un adeguamento delle strategie per garantire un’assistenza sanitaria efficace. Secondo il General Manager, l’innovazione deve essere al centro di questa trasformazione. Investire maggiormente nella prevenzione è fondamentale per ridurre la pressione sui servizi sanitari e generare risparmi che possano essere reinvestiti in aree cruciali come l’oncologia.
L’incontro, organizzato da GSK in collaborazione con Adnkronos e patrocinato da Farmindustria, ha visto la partecipazione di rappresentanti del governo, istituzioni, società scientifiche e industria. Biroccio ha descritto l’evento come “molto proficuo”, evidenziando che è emersa la necessità di un’innovazione accessibile, equa e sostenibile. Ha espresso fiducia nel fatto che i temi discussi possano tradursi in soluzioni condivise per il bene del Paese e dei pazienti.
Investimenti e occupazione nel settore farmaceutico
Biroccio ha anche fornito un quadro dettagliato della presenza di GSK in Italia, sottolineando che l’azienda è attiva nel Paese dal 1932, partendo dallo stabilimento di Verona. Oggi, GSK è considerata una “multinazionale italiana a capitale estero”, con un impatto significativo sull’occupazione. Attualmente, l’azienda impiega 4.200 persone, cifra che sale a 9.000 se si considerano anche i posti di lavoro nell’indotto. GSK si colloca al secondo posto in Italia per numero di nuovi impiegati nel settore farmaceutico.
Gli investimenti di GSK in Italia ammontano a 324 milioni di euro, un importo che rappresenta l’8% del contributo totale delle oltre 300 aziende farmaceutiche presenti nel Paese. Per quanto riguarda la ricerca e sviluppo, GSK investe il 7,5% del totale del settore. Questi investimenti non solo favoriscono l’innovazione, ma contribuiscono anche a migliorare la qualità della vita delle persone, un aspetto che Biroccio ha sottolineato come cruciale per l’economia italiana.
Il legame tra salute e economia
Il General Manager di GSK ha evidenziato come il benessere della popolazione anziana, che rappresenta il 67% dei consumi in Italia, sia strettamente connesso alla silver economy. Questa economia, incentrata sulla salute degli over 50, genera benefici sia per i pazienti che per il sistema economico del Paese. Investire nella salute significa, quindi, investire nel futuro economico dell’Italia. Le scienze della vita non solo migliorano la qualità della vita dei cittadini, ma apportano anche vantaggi significativi all’intero sistema Paese.
Biroccio ha concluso il suo intervento rimarcando l’importanza di un’innovazione che non solo risponda alle sfide attuali, ma che sia anche capace di attrarre investimenti. La capacità di GSK di gestire centri di ricerca e siti produttivi di eccellenza rappresenta un valore aggiunto per il territorio italiano e per il network globale dell’azienda.
