Farmaceutica, Carugi di Farmindustria: “I plasmaderivati sono una materia prima fondamentale”

Il presidente del Gruppo Emoderivati di Farmindustria, Francesco Carugi, denuncia le difficoltà del settore dei plasmaderivati e il meccanismo insostenibile del payback.

Il 21 ottobre 2025, Francesco Carugi, presidente del Gruppo Emoderivati di Farmindustria, ha messo in luce le difficoltà del settore dei plasmaderivati durante un digital talk organizzato da Adnkronos. Carugi ha descritto il payback come un meccanismo “insostenibile” per le aziende che operano in questo ambito, evidenziando l’importanza di garantire l’approvvigionamento di farmaci critici per i pazienti affetti da malattie rare.

Il processo di produzione dei plasmaderivati

Carugi ha sottolineato che la produzione di plasmaderivati richiede un “processo industriale lungo e complesso”. Questi farmaci sono considerati critici a livello globale, in quanto dipendono da una materia prima, il plasma, che può essere soggetta a carenze. Nel 2025, la Commissione Europea ha incluso i plasmaderivati nella lista delle “medicine critiche” per assicurare il loro approvvigionamento. Durante la pandemia di Covid-19, la donazione di plasma è diminuita drasticamente a livello internazionale. In Italia, tuttavia, la raccolta ha mantenuto una certa stabilità, raggiungendo nel 2023 oltre 86 milioni di chili a livello globale, riportando i numeri ai livelli pre-pandemici.

La Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha riconosciuto il plasma come una materia prima critica, non sintetizzabile in laboratorio e ottenuta esclusivamente tramite donazioni volontarie. Carugi ha fatto un paragone con l’acqua, affermando che, così come non si può immaginare un mondo senza acqua, non si può concepire un futuro senza plasma.

Il valore del settore in Italia

Il settore dei plasmaderivati in Italia ha un valore di produzione di circa 350 milioni di euro. Carugi ha evidenziato l’importanza strategica di questo settore, che impiega circa 1.700 persone e investe significativamente in ricerca e sviluppo. Attualmente, ci sono circa 20 nuovi farmaci in fase di sviluppo a livello globale. Le aziende operano attraverso due canali: il plasma nazionale, per garantire l’autosufficienza, e il plasma estero, per integrare la domanda. Carugi ha affermato che un sistema misto, se ben bilanciato e regolamentato, rappresenta un modello efficace. A breve, sarà pubblicato uno studio di farmacoeconomia per ottimizzare ulteriormente il sistema.

Le sfide del payback e le richieste del settore

Un tema centrale dell’intervento di Carugi è stato il payback, un meccanismo che obbliga le aziende a rimborsare parte della spesa pubblica se i costi per i farmaci superano i tetti stabiliti. Questo sistema è diventato “insostenibile” per il settore dei plasmaderivati. Carugi ha ribadito la richiesta di escludere i plasmaderivati dai tetti di spesa, mantenendo inalterate le risorse allocate. Ha ricordato che, in passato, i plasmaderivati erano esentati dal payback, ma sono stati reinseriti a causa delle vicissitudini legate ai bilanci governativi.

Carugi ha chiarito che è essenziale mettere in sicurezza il sistema del plasma e rimuovere le barriere che limitano le allocazioni in Italia. Questo approccio, secondo il presidente del Gruppo Emoderivati, permetterebbe di garantire terapie salvavita per i pazienti affetti da malattie rare e di stabilizzare l’intera filiera.

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