La riforma della legislazione farmaceutica italiana si avvicina a un momento cruciale, con la presentazione della bozza di legge che delega il Governo a implementare, entro il 2026, decreti legislativi finalizzati a creare un Testo unico. Questo nuovo approccio mira a semplificare il quadro normativo, migliorare l’accesso alle cure e garantire la sostenibilità del sistema sanitario. Il tema è stato al centro del digital talk “Verso la nuova legislazione farmaceutica. Un confronto tra istituzioni, industria e cittadini”, organizzato da Adnkronos in collaborazione con Egualia, che ha avuto luogo il 2 febbraio 2026.
Il contesto della riforma
La complessità dell’attuale normativa farmaceutica italiana è rappresentata da oltre 100 leggi e circa 700 provvedimenti, un insieme che rende evidente la necessità di un riordino. Durante l’incontro, i relatori hanno sottolineato come questa situazione si faccia sempre più urgente in una società che affronta l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche. La riforma non si limita a semplificare le norme esistenti, ma si propone come una strategia fondamentale per il futuro del Servizio sanitario nazionale. Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute e promotore della riforma, ha affermato che l’obiettivo è rendere il farmaco più accessibile ai cittadini e stimolare un settore che contribuisce significativamente all’economia italiana, con un valore di circa 56 miliardi di euro.
Le sfide dell’industria farmaceutica
Il presidente di Egualia, Stefano Collatina, ha evidenziato il ruolo cruciale dei farmaci equivalenti e biosimilari, che rappresentano una parte importante della terapia per le malattie croniche, contribuendo a generare risparmi per il sistema sanitario. Tuttavia, ha anche messo in guardia riguardo all’insostenibilità delle produzioni di farmaci generici, che sono soggetti a prezzi fissi e bassi da anni. Questo scenario, unito a gare d’appalto basate sul massimo ribasso, potrebbe portare a carenze di farmaci essenziali. La necessità di un equilibrio tra l’innovazione e la sostenibilità è stata ribadita da Gemmato, che ha sottolineato l’importanza di garantire l’accesso ai farmaci innovativi senza compromettere la sicurezza dei farmaci generici.
Il ruolo dei cittadini e delle associazioni
Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, ha sottolineato come un Testo unico possa portare a una maggiore omogeneità nella legislazione, migliorando l’accesso ai farmaci e garantendo equità nella distribuzione. È fondamentale, secondo Mandorino, coinvolgere attivamente le associazioni civiche nel processo di creazione della nuova normativa, assicurando che l’attenzione non si concentri solo sull’innovazione, ma anche sui farmaci equivalenti, per migliorare l’aderenza terapeutica.
Innovazioni nella distribuzione dei farmaci
Un tema centrale emerso dal dibattito è il cambiamento nel canale distributivo dei medicinali. Gemmato ha illustrato come alcune categorie di farmaci stiano progressivamente passando dalla distribuzione esclusiva in ospedale a quella nelle farmacie territoriali, pubbliche e private convenzionate. Questo cambiamento non solo migliora l’aderenza terapeutica, ma contribuisce anche a ridurre le ospedalizzazioni, con effetti positivi sulla sostenibilità del sistema sanitario. I dati preliminari suggeriscono che questo nuovo approccio ha già portato risparmi significativi per le casse dello Stato, migliorando al contempo la qualità della vita dei pazienti e dei loro caregiver.
Prospettive future e governance
Ugo Cappellacci, presidente della XII Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati, ha delineato le linee guida della delega, che prevede una revisione dei tetti di spesa farmaceutica e dei meccanismi di payback. La proposta mira a garantire sostenibilità e stabilità, superando interventi sporadici e promuovendo la collaborazione tra Stato e Regioni. Cappellacci ha chiarito che, una volta approvata dal Parlamento, il Governo dovrà adottare i decreti legislativi coinvolgendo vari ministeri e la Conferenza Stato-Regioni. Il focus è su una riforma condivisa e strutturale entro il 2026, con l’intento di trovare un equilibrio tra innovazione, controllo della spesa e accesso alle cure.
