Stefano Mecchia, Senior Director Communication & Corporate Public Affairs di Chiesi Italia Spa, ha recentemente espresso ottimismo riguardo alla questione del payback nel settore farmaceutico. Durante il convegno ‘Adnkronos Q&A – Salute, prevenzione e risorse: le sfide’, tenutosi a Roma il 15 aprile 2026, Mecchia ha sottolineato che si stanno compiendo progressi significativi verso una risoluzione di questa problematica.
La riforma della governance farmaceutica
Mecchia ha descritto il Testo unico come una riforma fondamentale per la governance farmaceutica, evidenziando le opportunità che offre per migliorare l’accesso ai farmaci e stimolare gli investimenti nel settore. Secondo il suo intervento, l’innovazione è un elemento chiave per l’industria farmaceutica, e deve essere orientata verso il benessere del paziente. Ha affermato che l’accesso a nuovi farmaci può richiedere anni a causa delle attuali normative, un problema che il Testo unico intende affrontare.
Il Senior Director ha messo in evidenza come la regolamentazione attuale possa ostacolare l’accesso tempestivo ai farmaci, evidenziando che la situazione attuale richiede un cambiamento per garantire che i pazienti possano beneficiare rapidamente delle nuove terapie disponibili.
Innovazione e produzione farmaceutica in Italia
Mecchia ha anche sottolineato l’importanza di preservare l’integrità della catena produttiva dell’industria farmaceutica, che è cruciale per l’Italia, uno dei principali produttori di farmaci in Europa. Ha affermato che è fondamentale tutelare le produzioni a livello europeo e italiano, poiché le multinazionali e le aziende farmaceutiche locali sono essenziali per garantire cure in un contesto di crescente complessità, accentuata dall’invecchiamento della popolazione.
In questo contesto, ha osservato che il disegno di legge delega del Testo unico mira a superare la logica del payback, collegandosi al finanziamento del Fondo sanitario nazionale. Mecchia ha fatto sapere che, sebbene siano stati compiuti passi avanti, è necessario affrontare i limiti di spesa attuali e proporre un finanziamento percentuale rispetto al prodotto interno lordo (PIL). Ha espresso fiducia nel fatto che si possa ridurre l’impatto del payback, soprattutto in relazione agli investimenti in ricerca e sviluppo effettuati dalle aziende farmaceutiche in Italia e in Europa.
L’intervento di Mecchia ha messo in luce la necessità di un cambiamento normativo per favorire l’innovazione nel settore farmaceutico, sottolineando che la questione del payback non dovrebbe più essere vista come una salvaguardia, ma piuttosto come un potenziale freno all’innovazione.
