Il dibattito che ha avuto luogo il 15 gennaio 2025 a Roma ha affrontato questioni cruciali riguardanti il settore farmaceutico italiano in un contesto globale caratterizzato da tensioni geopolitiche e sfide regolatorie. L’incontro, intitolato “Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità”, ha rappresentato il primo di una serie di eventi organizzati da Adnkronos, con il supporto di Farmindustria. Moderato dal vicedirettore Fabio Insenga, ha visto la partecipazione di figure chiave come il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, e il direttore dell’Ufficio Relazioni Internazionali di Aifa, Armando Magrelli.
Il ruolo strategico dell’industria farmaceutica
Nel corso della sua esposizione, il Ministro Urso ha sottolineato l’importanza dell’industria farmaceutica come settore strategico per l’Italia. Ha affermato che “l’industria farmaceutica rappresenta un esempio concreto di come si possa affrontare la sfida dell’innovazione”. Urso ha evidenziato che il comparto è in crescita, con un aumento delle esportazioni e un forte attrattiva per gli investimenti esteri. Nel 2025, nonostante le difficoltà globali, le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti sono aumentate del 7,2%, rendendo l’Italia il Paese europeo con la migliore performance. Questo successo è attribuibile anche al settore farmaceutico, che ha visto crescere le esportazioni e gli investimenti esteri in Italia di oltre il 12% negli ultimi anni.
Innovazione e ricerca: un valore in crescita
Marcello Cattani ha messo in evidenza il crescente peso del comparto farmaceutico nell’economia italiana, affermando che “la forza della farmaceutica risiede nella sua capacità di innovare”. Ogni anno, il settore investe oltre 4,5 miliardi di euro in ricerca e sviluppo, contribuendo significativamente alla crescita manifatturiera del Paese. Nel 2025, la produzione industriale del settore ha raggiunto i 74 miliardi di euro, con un export di 70 miliardi. Cattani ha anche segnalato un incremento della nuova occupazione, con una crescita di quasi 2 punti percentuali rispetto all’anno precedente.
Le sfide geopolitiche e il modello Mfn
Cattani ha richiamato l’attenzione sulle sfide geopolitiche attuali e sull’impatto del modello Most Favored Nation (Mfn) introdotto dagli Stati Uniti, che collega i prezzi dei farmaci a quelli di paesi con reddito pro-capite simile. Secondo Cattani, questo cambiamento sta ridefinendo gli equilibri globali nella ricerca e nello sviluppo, spingendo gli Stati Uniti a rafforzare la propria sovranità e a ridurre la dipendenza dall’Europa. Ha avvertito che isolare il tema Mfn dal contesto attuale sarebbe un errore, in quanto richiede un cambiamento radicale nella gestione dell’innovazione.
Necessità di un approccio value-based
Cattani ha espresso preoccupazione per l’assenza di una vera logica “value-based” a livello regolatorio, evidenziando la mancanza di meccanismi strutturati per l’accesso anticipato a vaccini e farmaci innovativi per i cittadini italiani. Ha sottolineato che i tempi di accesso e rimborso in Europa e in Italia sono ancora troppo lunghi e frammentati. Per affrontare questa situazione, è fondamentale superare una logica basata esclusivamente su costi e sconti e adottare un approccio orientato al valore dell’innovazione, affrontando anche questioni strutturali come il payback.
Il ruolo di Aifa e le riforme normative
Armando Magrelli ha evidenziato il ruolo di Aifa nei processi normativi europei e internazionali, sottolineando che l’Europa sta modificando i propri assetti per allinearsi all’innovazione farmaceutica attraverso iniziative come il Critical Medicines Act e il Biotech Act. Questi interventi mirano a colmare il divario rispetto a un’innovazione che avanza a ritmi sempre più rapidi. Magrelli ha anche sottolineato l’importanza degli studi clinici come strumenti chiave per accelerare l’accesso dei pazienti alle cure innovative.
L’incontro ha messo in luce che l’innovazione, la rapidità decisionale e la competitività globale sono elementi centrali per il futuro del settore farmaceutico in Italia. Cattani ha concluso affermando che il Paese ha l’opportunità di rafforzare la propria attrattività per gli investimenti industriali, ma solo se sarà in grado di integrare in modo coerente innovazione, regolazione e politica industriale, tenendo conto degli eventi globali e delle necessità di proteggere sia i cittadini che le imprese.
