Farmaceutica: Valentini (Mimit) annuncia che l’Italia è il secondo produttore in Europa con un export di 54 miliardi

Il viceministro Valentini evidenzia l’importanza del settore farmaceutico italiano, sottolineando investimenti, sfide future e interventi governativi per sostenere la crescita e l’innovazione.

Valentino Valentini, viceministro delle Imprese e del Made in Italy, ha sottolineato l’importanza di utilizzare un linguaggio preciso quando si discute di economia della salute. Durante il videomessaggio trasmesso il 4 marzo 2025, nell’ambito dell’evento ‘Innovaction – Dialoghi sull’innovazione accessibile’ a Roma, Valentini ha evidenziato il valore del settore farmaceutico, che attualmente genera un export di 54 miliardi di euro e ha registrato nel 2025 una crescita delle esportazioni di farmaci di quasi il 30% rispetto all’anno precedente. Questi dati, secondo il viceministro, dovrebbero essere motivo di orgoglio per i rappresentanti del Governo, ma spesso vengono relegati a eventi di settore.

Il ruolo dell’italia nel panorama farmaceutico europeo

L’Italia si posiziona come il secondo produttore farmaceutico in Europa, subito dopo la Germania. Valentini ha affermato che questo dato non deve essere visto come un traguardo statico, ma come una base da cui rilanciarsi. Il mercato dimostra la propria credibilità attraverso gli investimenti delle multinazionali. Ad esempio, GSK ha investito oltre 800 milioni di euro in Italia tra il 2020 e il 2025, con il 60% destinato ai vaccini e il 40% ai farmaci. Anche Novartis ha annunciato un investimento di oltre 150 milioni di euro entro il 2028, con particolare attenzione alla ricerca clinica in Italia. Nel biennio 2024-2025, le multinazionali hanno previsto investimenti superiori ai 4 miliardi di euro in nuovi impianti e ampliamenti produttivi, confermando la fiducia nel sistema produttivo italiano.

Interventi del governo per il settore farmaceutico

Valentini ha illustrato le azioni intraprese dal Governo, come il Piano Transizione 5.0, che sostiene la trasformazione digitale ed energetica delle imprese manifatturiere. Il settore farmaceutico è tra quelli che beneficeranno maggiormente di queste misure, grazie all’alta qualità produttiva e agli incentivi fiscali. Un altro importante intervento in corso è il Testo Unico della legislazione farmaceutica, che mira a semplificare un insieme di 800 norme stratificate nel tempo. Questa riforma è attesa da oltre vent’anni e si propone di fornire maggiore certezza agli investitori internazionali, accelerando i processi autorizzativi.

Le sfide future per il settore farmaceutico

Il viceministro ha messo in evidenza che, nonostante i progressi, ci sono ancora molte sfide da affrontare. I tempi di accesso alle terapie innovative restano superiori alla media europea e le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure non sono state eliminate. La crescente sfida demografica, l’invecchiamento della popolazione e la fragilità dei giovani richiederanno investimenti significativi e politiche integrate nei prossimi anni. Valentini ha affermato che queste problematiche devono essere affrontate come una priorità strategica nazionale, al pari di energia, infrastrutture e difesa.

Le aziende farmaceutiche già presenti in Italia continuano a dimostrare la loro fiducia con nuovi stabilimenti e studi clinici, mentre le nuove realtà vedono nel Paese un hub europeo per l’industria farmaceutica. Valentini ha concluso affermando che l’incontro di oggi rappresenta un passo importante per definire una visione strategica che valorizzi il potenziale del settore farmaceutico italiano.

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