L’inibitore orale di PCSK9, noto come enlicitide decanoato, ha mostrato risultati promettenti nella riduzione del colesterolo LDL (C-LDL) in uno studio condotto da MSD, conosciuta come Merck & Co negli Stati Uniti e in Canada. I dati provengono dallo studio di Fase 3 Coralreef AddOn, presentato il 26 marzo 2025 durante l’Annual Scientific Session and Expo dell’American College of Cardiology (ACC), dove sono stati analizzati adulti con ipercolesterolemia e rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD). Lo studio ha dimostrato che, dopo 8 settimane, l’enlicitide ha ridotto in modo significativo il C-LDL rispetto ad altre terapie orali non statiniche, oltre a una terapia di base con statine.
Dettagli dello studio Coralreef addon
Nel corso dello studio, è emerso che l’enlicitide ha portato a una riduzione del C-LDL del 64,6% rispetto ai valori di partenza, superando i risultati ottenuti con l’acido bempedoico, l’ezetimibe e la combinazione di questi due. I dati indicano una riduzione del 56,7% rispetto all’acido bempedoico, del 36% rispetto all’ezetimibe e del 28,1% rispetto alla combinazione di acido bempedoico ed ezetimibe. Inoltre, il profilo di sicurezza dell’enlicitide è stato coerente con quello osservato in studi precedenti, mostrando un’alta aderenza al trattamento da parte dei partecipanti, che ha raggiunto il 98%.
Implicazioni cliniche e potenziale futuro
Joerg Koglin, Senior Vice President di MSD, ha sottolineato come l’enlicitide possa rappresentare una svolta nel trattamento dell’ipercolesterolemia. Questo farmaco è stato progettato per fornire una riduzione del C-LDL simile a quella degli inibitori di PCSK9 iniettabili, ma con un profilo di sicurezza paragonabile al placebo. Koglin ha evidenziato la facilità di assunzione dell’enlicitide, che potrebbe diventare il primo inibitore orale di PCSK9 disponibile sul mercato.
Alberico L. Catapano, presidente della Fondazione SISA e direttore del Centro studi Aterosclerosi presso l’IRCCS Multimedica e l’Università degli Studi di Milano, ha presentato i risultati dello studio all’ACC. Ha spiegato che l’enlicitide è un peptide ingegnerizzato per inibire PCSK9, una proteina fondamentale per la degradazione del recettore LDL. Questo meccanismo consente un aumento della clearance delle LDL, contribuendo così a una significativa riduzione del C-LDL.
Risultati e sicurezza del trattamento
I risultati dello studio hanno mostrato che l’enlicitide ha ridotto l’apolipoproteina B (ApoB) del 54,6% rispetto al basale, rispetto a una riduzione molto più contenuta con le altre terapie. Inoltre, il trattamento ha portato a una significativa riduzione del colesterolo non-HDL, evidenziando l’efficacia dell’enlicitide rispetto ai comparatori.
Giuseppe Patti, presidente eletto della Società Italiana di Cardiologia, ha sottolineato l’importanza di intervenire tempestivamente con terapie orali per i pazienti che non raggiungono i target di colesterolo. I dati dello studio Coralreef AddOn confermano l’efficacia dell’enlicitide, rendendolo una potenziale opzione terapeutica per i pazienti ad alto rischio cardiovascolare.
Infine, nel dicembre 2025, la Food and Drug Administration (FDA) ha assegnato a enlicitide il Commissioner’s National Priority Voucher, aprendo la strada alla sua approvazione come primo inibitore orale di PCSK9 per il trattamento dell’ipercolesterolemia. MSD è impegnata a rendere disponibile questo farmaco il prima possibile, con l’obiettivo di migliorare la gestione clinica dei pazienti a rischio.
