Farmaci: il passaggio alla vitamina D in formulazioni solide potrebbe generare risparmi di 52 milioni in tre anni

L’analisi di impatto sul budget evidenzia risparmi per il Servizio sanitario nazionale attraverso l’uso di formulazioni solide per la supplementazione della vitamina D nelle regioni italiane.

L’analisi di impatto sul budget (BIA) è stata presentata il 4 marzo 2025 a Roma, durante l’evento intitolato “Vitamina D: strategie d’impatto sui budget regionali e potenziali risparmi”. Questo incontro, organizzato da Cencora–Pharmalex con il supporto non condizionante di Ibsa Italia, ha messo in luce le opportunità di risparmio per il Servizio sanitario nazionale (SSN) attraverso l’utilizzo di formulazioni solide per la supplementazione della vitamina D.

Risparmi significativi per il servizio sanitario nazionale

Secondo le stime, l’adozione di formulazioni solide in associazione con le soluzioni orali potrebbe comportare un risparmio di circa 52,2 milioni di euro in tre anni. L’analisi si basa sui dati di consumo di vitamina D raccolti a febbraio 2023, evidenziando come una rimodulazione delle quote di mercato tra le diverse forme farmaceutiche possa generare un impatto economico positivo. Durante l’evento, è emerso che il monitoraggio delle modalità di somministrazione della vitamina D potrebbe portare a risparmi significativi per le regioni italiane, con 12,5 milioni di euro per la Lombardia, 7,3 milioni per la Campania e 5 milioni per il Lazio.

La carenza di vitamina D come problema di salute pubblica

La carenza di vitamina D rappresenta una delle problematiche più gravi e sottovalutate a livello globale. Essa non solo influisce negativamente sul benessere muscoloscheletrico, ma ha anche un ruolo cruciale nella regolazione della risposta immunitaria, nello <strongsviluppo prenatale e nella prevenzione di diverse patologie cronico-oncologiche. Le popolazioni più vulnerabili, come gli anziani, le donne in gravidanza e le persone con pelle scura, sono le più colpite da questa carenza. L’organismo umano sintetizza la vitamina D principalmente attraverso l’esposizione ai raggi UVB, ma anche attraverso l’assunzione di alimenti specifici.

Orazio Falla, dirigente medico specializzato in Endocrinologia presso la ASL Roma 5, ha sottolineato l’importanza di affrontare questa carenza, che può portare a gravi conseguenze come osteoporosi e malattie cardiovascolari. L’integrazione farmacologica rappresenta una soluzione efficace, con nuove formulazioni come le capsule softgel e i film orodispersibili che offrono alternative valide per i pazienti.

Strategie di ottimizzazione delle risorse nel sistema sanitario

In un contesto di crescente domanda di prestazioni sanitarie e invecchiamento della popolazione, il SSN e i servizi sanitari regionali devono adottare strategie di ottimizzazione delle risorse. L’analisi presentata offre strumenti utili agli stakeholder per valutare percorsi di utilizzo della vitamina D sempre più efficienti. L’esperienza della Regione Lazio, in particolare, ha evidenziato l’importanza di un modello di appropriatezza prescrittiva, con un focus sulla spesa farmaceutica legata alla vitamina D.

Gerardo Miceli Sopo, direttore della UOC Farmacia ospedaliera della ASL Roma 2, ha confermato l’efficacia delle politiche di appropriatezza, evidenziando una riduzione della spesa per il colecalciferolo nel 2024 rispetto all’anno precedente. Questo approccio non solo libera risorse, ma permette anche di reinvestire in continuità assistenziale e innovazione.

Collaborazione tra regioni per una governance efficace

Ugo Trama, dirigente della Regione Campania, ha enfatizzato che la governance farmaceutica deve integrare valore clinico ed economico per garantire accesso a terapie efficaci. È fondamentale armonizzare le regole e i processi per ottimizzare l’efficienza e la qualità delle cure. Fausto Bartolini, direttore del Dipartimento Assistenza farmaceutica della Usl Umbria 2, ha suggerito che il modello presentato potrebbe essere replicato in altre regioni, come l’Umbria, per garantire l’universalità e l’equità nel servizio sanitario.

Il documento finale dell’analisi offre spunti strategici per le Regioni italiane, promuovendo una governance attiva e monitorando le prescrizioni per garantire la conformità con le normative vigenti. Con un approccio collaborativo e un focus sull’appropriatezza, si possono ottenere risparmi significativi e migliorare la qualità delle cure per i pazienti.

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