Un nuovo allerta è stato lanciato in Europa riguardo alla carenza di oltre 600 farmaci, come evidenziato in un report pubblicato dal Pharmaceutical Group of the European Union (Pgeu) il 6 marzo 2026. Questo documento, presentato al Parlamento europeo, si basa su dati raccolti da 27 Paesi dell’Unione Europea e dell’Associazione Europea di Libero Scambio (Efta). La situazione attuale non rappresenta più semplici interruzioni occasionali, ma è diventata una costante nel panorama farmaceutico europeo.
Carenze di medicinali in Europa
Il report del Pgeu sottolinea che il 96% dei Paesi intervistati ha segnalato carenze di medicinali, mentre nel 70% dei casi la situazione è stagnante a livelli inaccettabili. In oltre un terzo delle nazioni analizzate, più di 600 medicinali risultano attualmente carenti. Tra i farmaci più colpiti ci sono quelli per le terapie clinicamente critiche, come i farmaci cardiovascolari, antibiotici, trattamenti oncologici, insuline e agonisti del recettore del Glp-1. Questo scenario mette in evidenza che i farmaci considerati critici non sono protetti dall’instabilità dell’approvvigionamento.
Impatto sui pazienti e sul sistema sanitario
Gli esperti del settore evidenziano che l’impatto di queste carenze sui pazienti è significativo. Tutti gli Stati membri dell’Unione Europea che hanno partecipato al report hanno segnalato problemi e disagi per i pazienti. Quasi il 90% ha riportato interruzioni del trattamento, con una riduzione della fiducia nei farmaci e nel sistema sanitario. Le conseguenze delle carenze includono trattamenti non ottimali, aumento dei co-pagamenti e, in alcuni casi, errori terapeutici legati al passaggio da un farmaco all’altro.
Ruolo dei farmacisti e necessità di supporto
Mikołaj Konstanty, presidente del Pgeu, ha affermato che le carenze di medicinali si sono stabilizzate, ma a livelli inaccettabili. Ha sottolineato che non si tratta più di episodi isolati, ma di una pressione cronica che grava su pazienti, farmacisti e sistemi sanitari. I farmacisti di comunità svolgono un ruolo cruciale nel garantire la continuità delle cure, ma è essenziale rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e fornire loro gli strumenti necessari per affrontare le carenze.
Miglioramenti nei sistemi di approvvigionamento
Il report evidenzia che, sebbene siano stati registrati alcuni miglioramenti nella governance, come una definizione di carenza in 81% dei Paesi e sistemi di segnalazione accessibili nel 74%, ci sono ancora lacune significative. I sistemi predittivi e di allerta precoce sono disomogenei o in fase di sviluppo in molti Stati membri, e la segnalazione da parte dei farmacisti non è sempre possibile. Solo il 15% dei Paesi consente ai farmacisti di ricorrere a terapie sostitutive, limitando così la loro capacità di garantire la continuità delle cure.
Proposte per affrontare la problematica
Per affrontare questa crescente e sistematica problematica, il Pgeu ha proposto diverse misure, tra cui il rafforzamento del coordinamento e della resilienza dell’approvvigionamento a livello europeo, l’implementazione di sistemi di monitoraggio predittivi e interoperabili, e il conferimento di poteri giuridici ai farmacisti. Queste misure sono essenziali per garantire risposte rapide e incentrate sui pazienti durante le carenze, proteggere la fiducia dei pazienti e sostenere la sostenibilità delle farmacie.
