Farmaci: solo il 20% degli italiani conosce il plasma donato, secondo un’indagine

Il plasma è fondamentale per la salute pubblica in Italia, ma la scarsa informazione dei cittadini limita le donazioni e la produzione di farmaci salvavita.

Il plasma si conferma una risorsa fondamentale per la salute pubblica in Italia, essenziale per la produzione di farmaci salvavita. Tuttavia, una recente indagine rivela un significativo divario tra la consapevolezza dell’importanza di questo elemento e il livello di informazione tra i cittadini. La ricerca, commissionata da Takeda Italia e condotta dall’Istituto Piepoli, è stata presentata il 14 maggio 2026 a Roma durante un evento voluto dal vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè.

Il valore del plasma e la consapevolezza dei cittadini

Secondo lo studio, il 70% degli italiani è disposto a donare plasma nei prossimi dodici mesi, ma solo il 20% conosce effettivamente cosa sia. Questo dato è preoccupante, considerando che il plasma è alla base della produzione di farmaci plasmaderivati utilizzati per trattare malattie rare e gravi. Il 95% degli intervistati riconosce il plasma come una risorsa cruciale per la cura dei pazienti, ma la mancanza di informazioni accurate porta a una comprensione limitata del suo utilizzo. Tra i donatori, la conoscenza della filiera è spesso incompleta, con solo un terzo degli intervistati consapevole che il plasma non può essere prodotto artificialmente e due terzi ignari che una parte significativa del plasma usato in Italia proviene dall’estero.

Le leve organizzative e la necessità di informazione

L’indagine ha messo in luce come la facilità di accesso ai centri di donazione, insieme a strumenti di prenotazione e servizi aggiuntivi, sia più rilevante per incentivare le donazioni rispetto agli incentivi economici. Livio Gigliuto, presidente dell’Istituto Piepoli, ha sottolineato che la disponibilità a donare esiste, ma è essenziale migliorare la comunicazione riguardo al valore del plasma. Una maggiore informazione potrebbe non solo incoraggiare più persone a donare, ma anche rafforzare una risorsa vitale per il Servizio sanitario nazionale.

Il ruolo delle istituzioni nella promozione della donazione di plasma

Durante l’incontro, è emerso chiaramente che la criticità non risiede nella mancanza di volontà da parte dei cittadini, ma piuttosto nell’assenza di un’azione coordinata per informare e facilitare il sistema delle donazioni. Giorgio Mulè ha evidenziato l’importanza della responsabilità pubblica nel garantire l’autosufficienza del plasma, sottolineando che le istituzioni devono attivarsi per proteggere la continuità delle cure e ridurre le vulnerabilità del sistema sanitario. È indispensabile che le scelte politiche siano orientate a lungo termine e integrate in una strategia complessiva di sicurezza per il Servizio sanitario nazionale.

Strategie per garantire l’autosufficienza di plasma in Italia

Francesco Carugi, presidente del Gruppo aziende emoderivati di Farmindustria, ha sottolineato che la disponibilità di plasma è cruciale per garantire terapie salvavita, in particolare per pazienti affetti da patologie rare. È necessario adottare un approccio sistemico che preveda interventi a breve, medio e lungo termine per rendere la filiera del plasma più solida e meno dipendente da fonti esterne. La scelta del centro trasfusionale ospedaliero come luogo di donazione è vista come un’opzione preferenziale, poiché i cittadini percepiscono la donazione di plasma come un atto di grande responsabilità.

Il dibattito ha messo in evidenza che ogni carenza di plasma rappresenta un rischio concreto per i pazienti. Investire in informazione, educazione e accessibilità ai servizi è fondamentale per garantire il diritto alle cure e ridurre le disuguaglianze. La ricerca dell’Istituto Piepoli suggerisce che, se adeguatamente informati e supportati, i cittadini possono contribuire significativamente a una maggiore disponibilità di plasma, rafforzando la resilienza del Servizio sanitario nazionale.

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