L’8 luglio 2026, un allarme ha scosso l’ospedale Israelitico di Roma a seguito del furto di 80 fiale di Fentanyl, un potente analgesico utilizzato in ambito ospedaliero. La sottrazione di questo farmaco ha sollevato preoccupazioni riguardo al suo possibile utilizzo nelle corse clandestine di cavalli, un’ipotesi avanzata dalla dottoressa Elena Bignami, presidente della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (Siaarti). Bignami ha dichiarato che il Fentanyl, essendo circa 100 volte più potente della morfina, deve essere maneggiato con estrema cautela, in quanto può causare gravi effetti collaterali, tra cui arresto respiratorio.
Le indagini sul furto di Fentanyl
Le autorità stanno attualmente indagando sul furto, considerato da Bignami come un’azione “su commissione”. Sebbene non ci siano prove concrete che il Fentanyl sia destinato a un uso ricreativo o allo spaccio, la dottoressa ha sottolineato che è plausibile un suo utilizzo come analgesico nelle corse clandestine di cavalli, per gestire il dolore e consentire agli animali di continuare a correre. Bignami ha affermato: “Non ho elementi per confermarlo, ma è certamente una possibilità”.
Il tavolo tecnico promosso da Palazzo Chigi, al quale parteciperà Bignami, è stato istituito per discutere le normative riguardanti la tracciabilità dei farmaci e per pianificare un aumento dei controlli da parte delle forze di polizia. Durante la riunione, che ha visto la partecipazione di vari esponenti del governo e delle forze dell’ordine, è stato evidenziato che le 80 fiale rubate avrebbero potuto generare circa 20 mila dosi, un dato che rende meno probabile l’ipotesi di spaccio al dettaglio.
Le misure di sicurezza in discussione
Bignami ha chiarito che, sebbene esistano già procedure dettagliate per la gestione e la tracciabilità dei farmaci sensibili, è importante valutare eventuali criticità nel sistema. La presidente della Siaarti ha affermato che non sono necessarie nuove normative, ma piuttosto un’attenzione alla formazione degli operatori e al rispetto delle procedure esistenti. “Se sarà richiesto un contributo formativo, faremo la nostra parte”, ha aggiunto.
Nel frattempo, gli ispettori del ministero della Salute hanno avviato una verifica presso l’ospedale Israelitico per accertare le circostanze del furto e il rispetto delle normative vigenti. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Roma e coinvolgono anche il Nas dei Carabinieri. Tra le piste da esplorare, vi è quella degli studi abusivi di medicina estetica, che nel passato hanno portato a tragici eventi legati a procedure non sicure.
Il contesto normativo e le preoccupazioni future
L’episodio ha riacceso il dibattito sulla regolamentazione dei farmaci oppioidi e sull’importanza di garantire la sicurezza dei pazienti. Le autorità stanno considerando misure per migliorare la tracciabilità e il controllo dei farmaci che possono essere utilizzati in modo improprio. La questione è particolarmente delicata, dato il crescente numero di casi di abuso di sostanze e l’emergere di nuovi oppioidi sintetici in Europa.
La situazione richiede un’azione coordinata tra le istituzioni per prevenire futuri furti e garantire che i farmaci siano utilizzati in modo responsabile. La Siaarti, insieme ad altre organizzazioni, è pronta a collaborare per affrontare le sfide legate alla sicurezza e alla gestione dei farmaci in ambito ospedaliero.
