Maria Rita Gismondo, professoressa di microbiologia e consulente del ministro della Salute Orazio Schillaci, ha illustrato un innovativo progetto europeo volto a migliorare la risposta a potenziali bioemergenze. Il programma, denominato rescEu-Cbrn-Dsim-It, coinvolge diverse istituzioni, tra cui l’ospedale Sacco di Milano, e mira a garantire la sicurezza della popolazione e degli operatori in scenari di crisi.
Il ruolo del cane robot Fiamma
In situazioni di emergenza, come un incendio in un’azienda farmaceutica, il cane robot Fiamma rappresenta una risorsa fondamentale. Gismondo ha descritto come questo dispositivo avanza in mezzo al fumo tossico per identificare potenziali minacce. Attraverso sensori avanzati, Fiamma è in grado di inviare dati e immagini ai vigili del fuoco, effettuare prelievi e tornare alla base per ulteriori analisi. L’adozione di un programma di intelligenza artificiale permette di calcolare l’area a maggior rischio in base a fattori come la direzione del vento e le condizioni meteorologiche. Questo approccio innovativo consente di gestire la situazione in modo più sicuro ed efficace, preparando il terreno per l’invio di operatori umani solo quando la zona è stata dichiarata sicura.
Collaborazione e sviluppo del progetto europeo
Il progetto rescEu-Cbrn-Dsim-It è il risultato di una collaborazione tra l’Italia e diversi partner scientifici, sanitari e industriali. L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) guida l’iniziativa, che include anche l’ospedale Sacco di Milano. Qui, il responsabile scientifico Davide Mileto e il collega Alessandro Mancon sono impegnati nella gestione dell’area della bioemergenza. Gismondo ha sottolineato l’importanza di tali progetti in un contesto globale dove il bioterrorismo e altre minacce emergenti richiedono una preparazione adeguata.
L’obiettivo principale è sviluppare laboratori mobili dotati di sistemi avanzati per la rilevazione, il campionamento e il monitoraggio di agenti chimici, biologici, radiologici e nucleari (Cbrn). Queste strutture sono progettate per rispondere rapidamente a eventi naturali o causati dall’uomo, garantendo una reazione tempestiva e coordinata.
Formazione e simulazioni operative
La formazione del personale è un aspetto cruciale del progetto. Gismondo ha spiegato che gli operatori dei vigili del fuoco sono stati addestrati per affrontare situazioni di emergenza, dalla vestizione con i dispositivi di protezione personale alla corretta gestione dei campioni. Le simulazioni hanno permesso di testare l’efficacia del cane robot Fiamma e la logistica necessaria per spostare i laboratori in caso di emergenza. Questi test hanno coinvolto anche collegamenti con la centrale dei vigili del fuoco a Roma e altre sedi periferiche, assicurando una risposta coordinata e rapida.
Il budget per l’intero progetto ammonta a circa 31 milioni di euro, sottolineando l’impegno significativo per garantire la sicurezza e la preparazione. Durante i Giochi invernali Milano-Cortina 2026, i moduli del progetto sono stati attivi e pronti a intervenire, dimostrando la loro funzionalità e utilità in un contesto reale.
Innovazioni future e preparazione alle emergenze
L’esperta ha anticipato che il progetto non si fermerà qui. Sono in fase di sviluppo test per identificare microrganismi geneticamente modificati, un’area di crescente importanza nel contesto delle emergenze sanitarie. Gismondo ha evidenziato che la preparazione è fondamentale, specialmente considerando la possibilità di future pandemie, come dimostrato dalla storia recente. La lezione appresa dal Covid deve guidare gli sforzi per migliorare le risposte a potenziali minacce sanitarie.
In un mondo in continua evoluzione, l’adozione di tecnologie avanzate e la formazione del personale rappresentano passi cruciali per garantire una risposta efficace a eventi critici. Le innovazioni come il cane robot Fiamma e i laboratori mobili sono solo l’inizio di un percorso volto a garantire la sicurezza della comunità in caso di emergenze biologiche e chimiche.
