Il 13 novembre 2025, durante un incontro tenutosi al Senato, Cosimo Finzi, direttore di AstraRicerche, ha condiviso i risultati di un’indagine commissionata dalla Fondazione Umberto Veronesi. L’indagine ha rivelato che circa il 60% degli intervistati è favorevole a un significativo aumento della tassazione sul tabacco, con un 40% che richiede che i proventi fiscali siano destinati alla prevenzione e cura delle malattie correlate al fumo. Questo incontro, intitolato “Prevenire i tumori, proteggere la salute: strategie e politiche sul fumo”, è stato organizzato in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi e ha visto la partecipazione di politici, esperti di ricerca e membri della sanità pubblica.
Il contesto dell’indagine
L’analisi condotta da AstraRicerche ha messo in luce un forte consenso tra i cittadini italiani riguardo all’opportunità di raddoppiare le tasse sui prodotti del tabacco. Finzi ha evidenziato come l’idea di aumentare il prezzo del pacchetto di sigarette a oltre 10 euro possa fungere da deterrente efficace per il consumo di tabacco. L’incontro ha avuto come obiettivo principale quello di discutere nuove strategie per contrastare il tabagismo, con un focus particolare sull’efficacia della leva fiscale. In questo contesto, è emerso che il prezzo delle sigarette potrebbe essere portato a circa 11-12 euro, una misura vista da molti come un passo necessario per ridurre il numero di fumatori.
Le motivazioni degli intervistati
Le risposte degli intervistati hanno messo in evidenza due principali motivazioni a sostegno di un aumento dei prezzi. Da un lato, c’è la preoccupazione per la salute individuale e collettiva, con l’idea che un minor consumo di fumo possa portare a un miglioramento generale della salute pubblica. Dall’altro, l’aumento del prezzo è percepito come un deterrente efficace per scoraggiare il consumo di tabacco. Finzi ha sottolineato che l’indagine ha rivelato un dato interessante: non solo i non fumatori si mostrano favorevoli a un aumento dei prezzi, ma anche molti fumatori attuali. Alcuni di loro vedono la possibilità di un rincaro come un incentivo per smettere di fumare.
Il confronto con altri Paesi
Finzi ha anche messo in luce come un riallineamento dei prezzi delle sigarette in Italia potrebbe avvicinare il nostro Paese a quelli in cui i costi sono significativamente più elevati, come Francia, Svizzera e Australia. Questo aspetto è stato ritenuto fondamentale per una politica di salute pubblica più efficace. Inoltre, una buona parte degli intervistati ha manifestato interesse ad un aumento dei prezzi non solo per i prodotti a base di tabacco tradizionale, ma anche per alternative come le sigarette elettroniche. Tuttavia, il focus rimane principalmente sulle sigarette tradizionali e sul tabacco sfuso, utilizzato per la preparazione di sigarette fai-da-te.
Il dibattito sull’aumento della tassazione sul tabacco continua a suscitare interesse e preoccupazione, evidenziando la necessità di strategie concrete per affrontare il problema del fumo in Italia.

