Il 10 dicembre 2025, Roma ha ospitato un importante convegno dedicato al settore biomedico, intitolato “La ricerca biomedica come strumento di sicurezza nazionale”. L’evento, organizzato dalla Fondazione Enea Tech e Biomedical, ha visto la partecipazione di esperti del mondo della ricerca scientifica, del biotech e dell’industria farmaceutica. Durante il convegno, si sono tenuti tre panel di discussione focalizzati sul legame tra ricerca e mercato, sull’importanza strategica dei poli di innovazione e sulle interazioni tra ricerca, industria e istituzioni.
Investimenti significativi nel biotech
Il presidente della Fondazione, Giovanni Tria, ha illustrato la fase iniziale di avvio dell’ente, sottolineando come, nel 2024, la Fondazione sia diventata il primo investitore pubblico nel venture capital, con un investimento che supera i 91 milioni di euro. Questi fondi sono stati destinati a 17 start-up, spin-off universitari e piccole e medie imprese, oltre a finanziare tre progetti di ricerca industriale e sette iniziative su poli di innovazione. La Fondazione si propone di sviluppare e sostenere le principali aree terapeutiche, tra cui oncologia, neuroscienze, patologie cardiovascolari e diagnostica avanzata.
Il ruolo della ricerca nella risposta alle emergenze
Durante il suo intervento, Giovanni Tria ha evidenziato come la pandemia di Covid-19 abbia messo in luce l’importanza di una ricerca biomedica robusta e sostenibile. “La rapidità di risposta è direttamente correlata alla solidità della ricerca biomedica,” ha dichiarato Tria, aggiungendo che “le risorse sono disponibili, ma è necessaria una strategia chiara e attori capaci di attuarla”. La Fondazione è stata creata per colmare le lacune esistenti e ridurre la dipendenza del Paese dalle tecnologie critiche. Tria ha chiarito che il venture capital pubblico non intende sostituire quello privato, ma piuttosto supportarlo, minimizzando i rischi nelle fasi iniziali e accelerando il processo che porta dalla scienza all’industria.
Il sostegno governativo al settore biomedicale
Anche il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha partecipato all’evento attraverso un messaggio video, enfatizzando l’importanza del settore biomedico. “I dati dimostrano che questo comparto è solido e in grado di generare tecnologie fondamentali per altri settori strategici,” ha affermato Urso. Ha inoltre annunciato che, con la legge annuale per il mercato e la concorrenza 2026, sarà introdotta una nuova architettura di governance per migliorare l’uso delle risorse già disponibili. Il Governo si è impegnato a continuare a supportare questo percorso, stimolando gli investimenti e semplificando le procedure burocratiche.
L’evento ha rappresentato un’importante opportunità per riflettere sull’evoluzione del settore biomedico in Italia e sul suo potenziale per contribuire alla sicurezza nazionale attraverso l’innovazione e la ricerca.

