Fumo, Di Giovanni (Pmi): “Grazie a scienza e innovazione, la sigaretta diventa un reperto”

La transizione verso un futuro senza fumo: PMI investe in alternative al tabacco per ridurre i rischi legati al consumo di nicotina in Italia e nel mondo.

Nel panorama del consumo di tabacco, un cambiamento significativo si sta delineando grazie all’innovazione tecnologica. Fino a qualche anno fa, le sigarette rappresentavano l’unica opzione per i fumatori, creando una situazione problematica per chi desiderava smettere senza alternative. Tuttavia, nel corso dell’ultimo decennio, sono emerse nuove possibilità che eliminano la combustione dai prodotti del tabacco, offrendo soluzioni per coloro che non intendono abbandonare la nicotina. Tommaso Di Giovanni, vice presidente Communications and Engagement di Philip Morris International (PMI), ha illustrato questa transizione durante l’evento Technovation tenutosi a Stoccolma nel 2025.

Il cambiamento nel consumo di tabacco

Di Giovanni ha spiegato che l’azienda sta puntando a un futuro senza fumo, immaginando un mondo in cui le sigarette siano solo un ricordo. Le alternative come le sigarette elettroniche, i dispositivi a tabacco riscaldato e le nicotine pouches stanno guadagnando terreno. In Italia, in particolare nelle grandi città, oltre un terzo della popolazione ha già adottato IQos, un dispositivo innovativo che riduce i rischi legati al fumo tradizionale. In Giappone, la situazione è ancora più avanzata, con oltre la metà della popolazione che ha scelto queste alternative.

La diffusione di questi dispositivi non è solo una questione di preferenze personali, ma rappresenta un cambiamento reale e tangibile nel modo in cui i consumatori si avvicinano al tabacco. Con 40 milioni di utenti nel mondo che hanno già optato per le soluzioni proposte da PMI, il cambiamento è evidente e in continua espansione.

Investimenti e importanza dell’Italia

L’Italia occupa un posto di rilievo nella strategia di PMI, essendo uno dei due Paesi, insieme al Giappone, in cui IQos è stata lanciata nel 2014. L’azienda ha investito circa 3 miliardi di euro nel nostro Paese, contribuendo a creare una delle filiere più rilevanti nel settore del tabacco. Questa ingente somma ha permesso di sviluppare infrastrutture e tecnologie necessarie per supportare la transizione verso prodotti meno dannosi.

Tuttavia, secondo Di Giovanni, la strada verso un’Italia senza sigarette è ancora lunga. La mancanza di informazioni sui rischi associati ai nuovi prodotti rappresenta un ostacolo significativo. Molti consumatori non riescono a distinguere tra il fumo delle sigarette tradizionali e l’uso di dispositivi alternativi, rischiando di percepire entrambe le pratiche come equivalenti. È fondamentale continuare il dialogo e fornire informazioni chiare e corrette, come già avvenuto negli Stati Uniti, dove la FDA ha riconosciuto questi prodotti come alternative migliori alle sigarette.

Il futuro del consumo di tabacco

Per raggiungere l’obiettivo di un futuro senza fumo, è essenziale che i consumatori siano adeguatamente informati sui benefici e sui rischi delle nuove opzioni disponibili. La scienza ha dimostrato che i dispositivi che non generano combustione rappresentano un’alternativa più sicura rispetto alle sigarette tradizionali. PMI si impegna a promuovere una maggiore consapevolezza e a garantire che i consumatori possano fare scelte informate riguardo al loro consumo di nicotina.

La sfida di relegare le sigarette a un museo è ambiziosa, ma con il continuo progresso della tecnologia e l’impegno di aziende come PMI, il cambiamento è possibile. La transizione verso un mondo senza fumo è già in atto e potrebbe trasformare radicalmente il panorama del consumo di tabacco nei prossimi anni.

Condivi su: