Fumo, ipertensione e diabete: quasi 13 anni in meno senza demenza a mezza età

La prevenzione della demenza inizia presto: uno studio evidenzia l’importanza di gestire fattori di rischio vascolari già a 45-50 anni per proteggere la salute cognitiva futura.

Quando si discute della prevenzione della demenza, è comune associare questo tema a persone anziane. Tuttavia, un nuovo studio suggerisce che la chiave per affrontare questa malattia potrebbe risiedere in scelte fatte molti anni prima, quando le funzioni cognitive e la memoria sono ancora intatte. La ricerca, pubblicata nel 2026 su Neurology Open Access, ha coinvolto 12.409 adulti esenti da demenza all’inizio dello studio, focalizzandosi su tre fattori di rischio vascolare noti: ipertensione arteriosa, diabete e consumo di tabacco.

L’età media dei partecipanti all’inizio dello studio era di circa 56 anni e il follow-up ha avuto una durata eccezionale, superando i 26 anni. Durante questo periodo, 3.008 partecipanti hanno sviluppato forme di demenza.

La vita cognitiva e il rischio di demenza

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dalla ricerca riguarda la rappresentazione del problema. I ricercatori non si sono limitati a quantificare l’aumento del rischio di demenza, ma hanno anche calcolato gli anni che un individuo, tra i 55 e i 95 anni, potrebbe trascorrere senza demenza.

I risultati sono significativi. I soggetti che non presentavano nessuno dei tre fattori di rischio avevano una media di 30,1 anni di vita senza demenza. La presenza di un solo fattore riduceva questo numero a 26,3 anni, mentre con due fattori la media scendeva a 21 anni. Nei casi in cui coesistevano tutti e tre i fattori, gli anni liberi da demenza si riducevano drasticamente a 17,5 anni. La differenza tra i due estremi è di circa 12,6 anni. Inoltre, chi presentava tutti e tre i fattori di rischio aveva un rischio di sviluppare demenza circa 2,7 volte superiore rispetto a chi non ne aveva nessuno.

Il legame tra cervello e sistema vascolare

I risultati dello studio non implicano che un individuo con ipertensione o diabete sia automaticamente destinato a sviluppare demenza, né che eliminando questi fattori si possano “guadagnare” anni di vita cognitiva. Si tratta di uno studio osservazionale, il quale evidenzia associazioni statistiche piuttosto che relazioni di causa-effetto.

Tuttavia, il gradiente osservato è notevole: all’aumentare del numero di fattori vascolari, diminuiscono proporzionalmente gli anni liberi da demenza. Esiste una spiegazione biologica a questo fenomeno, poiché cervello e sistema cardiovascolare sono interconnessi. I vasi cerebrali, sia piccoli che grandi, sono influenzati dai medesimi processi patologici causati da ipertensione, diabete e fumo, che colpiscono l’intero sistema vascolare nel corso degli anni.

Prevenzione: un approccio anticipato

Lo studio ha messo in evidenza anche differenze legate al sesso, all’etnia e alla presenza dell’allele APOE ε4, un noto fattore genetico di rischio per la malattia di Alzheimer. Tuttavia, il confronto con la genetica rende il messaggio ancora più interessante. Non possiamo modificare il nostro patrimonio genetico, ma possiamo adottare comportamenti salutari come non fumare, controllare la pressione arteriosa e gestire adeguatamente il diabete.

È fondamentale ripensare il modo in cui affrontiamo la prevenzione della demenza. Non dovrebbe essere considerata solo quando si manifestano i primi segni di perdita di memoria o dopo i 70 anni. La protezione del cervello può e deve iniziare decenni prima. Prendersi cura della salute vascolare già a 45 o 50 anni implica, con ogni probabilità, prendersi cura del cervello che avremo a 70 e 80 anni.

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