Il 20 gennaio 2026, durante una conferenza stampa tenutasi a Roma, è stata lanciata la campagna “5 euro contro il fumo”, promossa da Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione Airc, Fondazione Umberto Veronesi Ets e Fondazione Aiom. L’obiettivo di questa iniziativa è ridurre significativamente il numero di fumatori nel Paese. Le organizzazioni hanno chiesto che la legge d’iniziativa popolare, che prevede un aumento di 5 euro sul costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, venga calendarizzata al più presto in Senato e discussa in Aula.
In soli quattro mesi, la campagna ha raccolto oltre 52.000 firme, superando di quasi 3.000 il numero necessario secondo la Costituzione. Questo risultato ha ottenuto un ampio consenso all’interno della comunità medica e scientifica italiana, testimoniato dall’adesione di oltre 90 tra società scientifiche, associazioni e fondazioni attive sul territorio nazionale. “Il successo di questa iniziativa dimostra la chiara volontà dei cittadini e degli operatori sanitari di ridurre il numero di fumatori”, hanno dichiarato i rappresentanti delle fondazioni.
Il supporto della comunità medica
Francesco Perrone, presidente della Fondazione Aiom, insieme a Daniele Finocchiaro, Giulia Veronesi e Massimo Di Maio, ha evidenziato il grande successo della campagna. Le firme sono state ufficialmente consegnate al Senato, e secondo le normative vigenti, l’esame del disegno di legge dovrebbe avvenire entro tre mesi. “Ora la responsabilità passa alle Istituzioni”, hanno affermato i promotori, sottolineando che il fumo è una delle principali cause di malattia e mortalità prevenibile in Italia, con circa 93.000 decessi all’anno correlati al tabagismo. L’impatto economico e sociale del fumo è considerevole, con costi che superano i 23 miliardi di euro annualmente.
Silvano Gallus, responsabile del Laboratorio di Ricerca sugli Stili di vita dell’Istituto Mario Negri, ha aggiunto che il prezzo medio delle sigarette in Italia è attualmente di circa 6 euro, un valore relativamente basso rispetto al resto d’Europa. Nonostante gli aumenti recenti, il prezzo reale, al netto dell’inflazione, è diminuito. Le organizzazioni internazionali, come l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la Banca Mondiale, sostengono che un forte aumento dei prezzi rappresenti una strategia efficace per ridurre il consumo di tabacco.
Il fumo tra i giovani
Perrone ha messo in evidenza la preoccupante diffusione del fumo tra i giovani, con oltre il 10% degli under 19 che fuma regolarmente. Di questi, uno su dieci consuma più di mezzo pacchetto al giorno. “Per contrastare il fumo tra gli adolescenti, è fondamentale aumentare il costo di questi prodotti”, ha dichiarato. Secondo le proiezioni, la proposta potrebbe ridurre il numero di fumatori in Italia del 37%, generando anche nuove risorse economiche attraverso il gettito delle accise.
Finocchiaro ha sottolineato l’allarmante diffusione di e-cig e tabacco riscaldato tra i giovani, dispositivi spesso percepiti come meno pericolosi. “Finanziare la ricerca oncologica significa anche promuovere una cultura della prevenzione”, ha affermato, evidenziando l’importanza di un aumento dei prezzi per disincentivare il consumo di tabacco. La campagna non è contro i fumatori, ma mira a tutelare la salute pubblica.
Le conseguenze del fumo
Il fumo è collegato a numerose neoplasie e rappresenta un fattore di rischio significativo per malattie respiratorie come la broncopneumopatia cronica ostruttiva. “Una persona che fuma per tutta la vita ha il 50% di probabilità di morire per una malattia correlata al fumo”, ha spiegato Veronesi. La campagna punta a combattere il tabagismo attraverso un disincentivo economico, e un aumento dei prezzi potrebbe spingere molti a ridurre il consumo o a smettere del tutto.
Di Maio ha evidenziato che il tumore del polmone rappresenta l’85-90% dei casi di neoplasie in Italia e che il fumo è responsabile anche della metà dei carcinomi della vescica. È necessario affrontare anche altri fattori di rischio per la salute, come l’uso di alcol e la sedentarietà, attraverso iniziative legislative e di sensibilizzazione.
I promotori della campagna hanno espresso fiducia nelle Istituzioni, chiedendo un impegno forte e responsabile del Senato per una discussione rapida della legge, auspicando un voto unanime da parte di tutte le forze politiche.
