La diffusione dell’herpes zoster, noto anche come fuoco di Sant’Antonio, rappresenta un’importante questione di salute pubblica, in particolare per la popolazione anziana. Questa malattia, che si manifesta con sintomi dolorosi e debilitanti, colpisce circa il 95% della popolazione, con un’incidenza significativa tra gli over 50. I vaccini disponibili sono fondamentali per controllare i sintomi e prevenire complicazioni. Gli esperti della piattaforma ‘Dottore ma è vero che…?’ della Fnomceo, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, hanno fornito chiarimenti sui rischi e sull’importanza della vaccinazione.
La malattia e i suoi sintomi
L’herpes zoster si presenta con un’infiammazione cutanea intensa, simile a una bruciatura, che si localizza principalmente sul torace o sull’addome, di solito su un solo lato. Questa condizione è causata dallo stesso virus che provoca la varicella, il quale rimane latente nel sistema nervoso dopo la guarigione. Gli esperti avvertono che circa un over 50 su dieci sperimenterà almeno un episodio di herpes zoster nel corso della vita. I sintomi possono durare da due a quattro settimane e includono dolori intensi, vescicole pruriginose e, in alcuni casi, complicazioni più gravi come la nevralgia posterpetica, caratterizzata da dolore e bruciori persistenti. È fondamentale prestare attenzione ai segnali del corpo, poiché i sintomi possono variare da persona a persona.
Fattori di rischio e riattivazione del virus
La riattivazione del virus dell’herpes zoster non è ancora completamente compresa, ma esistono diversi fattori di rischio. Il principale è il calo delle difese immunitarie, una condizione comune negli anziani e in individui che affrontano stress fisico o emotivo. Altri fattori includono malattie come l’HIV, trapianti di organi e trattamenti chemioterapici. Gli specialisti sottolineano che le persone che hanno avuto la varicella non sviluppano necessariamente l’herpes zoster, ma chi ha già contratto il virus è a rischio. L’importanza di monitorare i sintomi e consultare un medico è cruciale per gestire la situazione in modo efficace.
Vaccinazione e disponibilità dei vaccini
Il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione contro l’herpes zoster per tutti i soggetti che raggiungono il 65° anno di età e per le categorie a rischio. Sono disponibili due tipi di vaccini: il vaccino ricombinante adiuvato, somministrato in due dosi a partire dai 18 anni, e il vaccino a virus vivo attenuato, riservato agli over 50. In Italia, i vaccini disponibili sono Shingrix e Zostavax. Shingrix ha dimostrato un’efficacia superiore al 90% negli over 50 e tra il 70 e il 90% nei soggetti fragili, mentre Zostavax ha un’efficacia variabile tra il 38% e il 70%, con una protezione che diminuisce nel tempo.
Contagiosità e precauzioni
L’herpes zoster è altamente contagioso e può essere trasmesso attraverso il contatto con il liquido delle vescicole. Anche se il vaccino non è indicato per proteggere i familiari anziani, è fondamentale adottare misure di precauzione, come evitare di condividere oggetti personali e mantenere l’isolamento fino alla completa guarigione. Gli esperti avvertono che la protezione dei familiari, in particolare degli anziani, è cruciale, e che la vaccinazione rimane una strategia efficace per ridurre il rischio di infezione.
