La steatosi epatica, una condizione caratterizzata dall’accumulo di trigliceridi nel fegato, colpisce circa il 25% della popolazione italiana, con una prevalenza maggiore tra i pazienti affetti da diabete e obesità. Questo dato è emerso durante un incontro tenutosi il 10 marzo 2026 a Roma, organizzato dalla senatrice Ylenia Zambito e guidato dal dottor Giacomo Germani, segretario dell’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (Aisf) e direttore dell’Unità Trapianto Multiviscerale dell’Azienda Ospedale – Università di Padova.
Importanza della diagnosi precoce
Germani ha sottolineato l’importanza della diagnosi precoce per garantire un trattamento adeguato. Ha avvertito che solo una piccola parte dei pazienti con steatosi epatica è attualmente idonea per i nuovi trattamenti in fase di approvazione, rendendo cruciale l’identificazione tempestiva di coloro che necessitano di assistenza. L’esperto ha spiegato che la steatosi può presentarsi in forme diverse, da quella semplice, facilmente reversibile attraverso modifiche dello stile di vita, a forme più gravi come la steatoepatite e la fibrosi.
Conseguenze della steatosi non trattata
Se non diagnosticata e trattata, la steatosi epatica può evolvere in complicazioni severe, inclusa la cirrosi, che può portare a condizioni potenzialmente letali come l’epatocarcinoma, il tumore del fegato. Germani ha evidenziato che i pazienti con steatosi avanzata possono sviluppare complicazioni tipiche della cirrosi, richiedendo talvolta un trapianto di fegato. La tempestività del trattamento è essenziale per prevenire esiti fatali.
Ruolo cruciale dell’epatologo
La figura dell’epatologo emerge come fondamentale nel percorso di diagnosi e cura della steatosi epatica. Germani ha spiegato che, data l’ampia diffusione della patologia, è necessario identificare con precisione i pazienti che necessitano di trattamento. La gestione della steatosi può richiedere un approccio multidisciplinare, coinvolgendo specialisti in diabetologia, esperti di obesità e medici di medicina generale. Tuttavia, l’epatologo deve rimanere al centro di questo processo, dato il focus specifico sulla salute epatica.
Le società scientifiche stanno lavorando attivamente per definire strategie efficaci di diagnosi e trattamento, ottimizzando le risorse disponibili e garantendo l’appropriatezza clinica. Germani ha affermato che tutti i pazienti con sindrome metabolica o alterazioni del profilo lipidico devono essere monitorati attentamente. È fondamentale eseguire esami di funzionalità epatica, ecografie ed eventualmente elastometria epatica per valutare il rischio di progressione della malattia e l’accesso alle terapie future.
