Gherlone (rettore UniSR): il nuovo semestre filtro per Medicina negli atenei non statali

Il disegno di legge introduce il semestre filtro per l’accesso ai corsi di laurea in Medicina anche nelle università non statali, migliorando la qualità della formazione medica in Italia.

È stato presentato un disegno di legge che mira ad allineare l’accesso ai corsi di laurea in Medicina, un passo significativo per il sistema universitario italiano. Il disegno di legge, firmato dal deputato di Fratelli d’Italia Gimmi Cangiano, prevede l’introduzione di un semestre filtro anche per le università non statali, avvicinando così il loro sistema a quello delle istituzioni pubbliche. Se il provvedimento verrà approvato in tempo utile, potrebbe entrare in vigore già dall’anno accademico 2027-2028.

Il semestre filtro e la nuova proposta di legge

Il disegno di legge prevede che anche le università non statali adottino il semestre filtro di Medicina, un periodo in cui gli studenti seguiranno le stesse materie delle università statali, con un numero equivalente di crediti. Questo consentirà agli studenti di partecipare a una graduatoria nazionale per l’accesso ai corsi di laurea in Medicina. Enrico Gherlone, rettore dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e coordinatore per gli atenei non statali all’interno della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui), ha sottolineato l’importanza di formare non solo un maggior numero di medici, ma anche professionisti di alta qualità.

Gherlone ha definito la riforma proposta dal ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, come un buon inizio, ma ha anche evidenziato che necessita di un periodo di adattamento. La sfida principale rimane quella di garantire che gli aspiranti medici ricevano una preparazione adeguata, superando il modello di selezione basato su quiz di cultura generale, che non riflettono le competenze necessarie per la professione.

La necessità di un cambiamento nel settore medico

Gherlone ha evidenziato come nel corso degli anni l’insegnamento della medicina si sia evoluto. In passato, l’accesso ai corsi di laurea era completamente libero e senza programmazione, il che portava a una variabilità nella qualità della formazione. Oggi, con una domanda di professionisti della salute in costante crescita, è essenziale non solo aumentare il numero di laureati, ma anche garantire che ricevano una preparazione di alta qualità.

La riforma mira a investire nel capitale umano dell’università, migliorando le strutture e ampliando la rete formativa. Gherlone ha sottolineato l’importanza di integrare le conoscenze scientifiche avanzate con l’esperienza pratica, utilizzando anche tecnologie innovative come l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata. La formazione medica non si limita alle aule, ma deve includere un’adeguata esperienza clinica al letto del malato.

Il ruolo degli studenti e le sfide future

Il rettore ha posto l’accento sulla necessità di valorizzare il ruolo dei clinici e garantire un accompagnamento didattico adeguato per gli studenti. È fondamentale che gli aspiranti medici possano apprendere in modo pratico e responsabile, attraverso esperienze cliniche reali. Gherlone ha anche menzionato l’importanza di avere un numero sufficiente di docenti per garantire una formazione di qualità, seguendo le regole stabilite dalla legge riguardo al rapporto tra studenti e professori.

La riforma deve tenere conto delle esigenze degli studenti, ma anche delle necessità del sistema sanitario. Gherlone ha affermato che non si può più tornare a un modello di formazione “fai da te”, dove si impara attraverso errori. È necessario un approccio più strutturato e consapevole, in grado di garantire una preparazione adeguata per chi si affaccia alla professione medica.

Il futuro della medicina nelle università non statali

Riflettendo sull’anno accademico in corso, Gherlone ha notato una certa sorpresa tra gli studenti riguardo alle novità introdotte dalla riforma. Le domande di accesso sono diminuite, ma l’Università San Raffaele ha registrato un buon numero di iscrizioni, dimostrando che l’attrattività della facoltà rimane alta. Tuttavia, ci sono ancora sfide da affrontare, come il costo della vita per gli studenti e la disponibilità di borse di studio per chi ha merito.

Per affrontare queste problematiche, le università non statali si stanno preparando ad adottare misure che favoriscano l’accesso e la partecipazione degli studenti, organizzando corsi in modalità mista e predisponendo più aule. L’obiettivo rimane quello di formare medici del futuro preparati e competenti, in grado di rispondere alle esigenze del sistema sanitario.

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