Esiste un notevole scollamento in Italia tra la disponibilità a donare il plasma e le azioni concrete per farlo. Secondo un’indagine condotta dall’Istituto Piepoli, il 14 maggio 2026, a Roma, il presidente Livio Gigliuto ha dichiarato che “sette italiani su dieci affermano di voler donare”, evidenziando un ampio consenso verso questa pratica. Tuttavia, questa intenzione non si traduce in comportamenti effettivi.
Gigliuto ha sottolineato che il problema principale è la scarsa conoscenza del plasma: “Solo due italiani su dieci sanno davvero cos’è il plasma. Tra coloro che donano, circa la metà non è pienamente consapevole dell’utilizzo che viene fatto del plasma raccolto”. Queste informazioni emergono dalla presentazione della ricerca commissionata da Takeda Italia, la quale mira a sensibilizzare la popolazione sull’importanza della donazione di plasma.
Per affrontare questa situazione, Gigliuto ha evidenziato la necessità di una grande campagna di comunicazione. “È fondamentale colmare questo gap conoscitivo e culturale”, ha affermato, aggiungendo che è essenziale rendere il processo di donazione “più semplice e accessibile, vicino casa e con modalità flessibili, in base alla disponibilità delle persone”.
L’importanza della comunicazione
La comunicazione gioca un ruolo cruciale nel promuovere la donazione di plasma. La mancanza di informazioni adeguate può portare a una sottovalutazione dell’importanza di questo gesto. La campagna proposta da Gigliuto dovrebbe mirare a educare la popolazione riguardo ai benefici della donazione e al suo impatto positivo sulla salute pubblica.
Inoltre, è fondamentale che le informazioni siano diffuse attraverso canali accessibili e comprensibili, in modo da raggiungere un pubblico ampio. La creazione di eventi informativi, incontri nelle comunità e l’utilizzo dei social media potrebbero essere strategie efficaci per aumentare la consapevolezza e incentivare le donazioni.
Rimuovere le barriere alla donazione
Oltre all’informazione, è necessario affrontare le barriere pratiche che possono ostacolare la donazione di plasma. Gigliuto ha suggerito che le strutture per la donazione dovrebbero essere più facilmente accessibili e che le modalità di donazione dovrebbero essere flessibili. Questo potrebbe includere orari prolungati e la possibilità di donare in luoghi diversi, rendendo l’esperienza meno gravosa per i potenziali donatori.
In sintesi, per aumentare il numero di donatori di plasma in Italia, è essenziale un approccio integrato che combini una comunicazione efficace con la semplificazione delle modalità di donazione. Solo così si potrà colmare il divario tra l’intenzione di donare e l’azione concreta.
