Giornata della fibromialgia: Fabio Maria Salvatore denuncia spese e mancanza di tutele

Fabio Maria Salvatore racconta la sua esperienza con la fibromialgia, evidenziando il dolore invisibile e la mancanza di tutele per chi ne soffre in Italia.

Fabio Maria Salvatore, scrittore e autore del romanzo autobiografico “Cenere Zero”, ha deciso di condividere la sua esperienza con la fibromialgia, una condizione che colpisce oltre 2 milioni di persone in Italia. In un’intervista rilasciata il 12 maggio 2026, Salvatore ha descritto il dolore invisibile di questa malattia, che non lascia tracce visibili ma affligge profondamente chi ne soffre. “Ogni mattina il mio primo pensiero è il corpo. Come sta oggi? Cosa mi concederà? Cosa negherà?” ha dichiarato, esprimendo la frustrazione di chi vive quotidianamente con questa condizione.

La realtà della fibromialgia

La fibromialgia è una malattia complessa e spesso sottovalutata. Come sottolineato da Salvatore, non ci sono segni evidenti, né risultati nelle analisi del sangue che possano dimostrare il dolore. Questo porta a una solitudine che molti pazienti devono affrontare, sia emotivamente che finanziariamente. “Siamo soli con il nostro dolore, soli con le nostre spese e davanti a un sistema che ci ignora”, ha affermato.

Ogni mese, Salvatore spende oltre 500 euro per le cure, senza alcun rimborso o esenzione. Nonostante l’esistenza di un decreto che dovrebbe includere la fibromialgia nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), la mancanza di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale rende questo provvedimento inefficace. “Il decreto esiste, ma senza la sua attuazione rimane solo un pezzo di carta”, ha denunciato. La mancanza di un codice di esenzione e di cure gratuite rende la vita ancora più difficile per chi affronta questa malattia.

La lotta per il riconoscimento

Salvatore ha evidenziato come il riconoscimento della malattia da parte dello Stato non si traduca in tutele reali. “Lo Stato riconosce la malattia, ma nega le tutele necessarie”, ha dichiarato. La fibromialgia, quindi, diventa un ulteriore peso per chi già deve combattere contro il dolore e l’incredulità degli altri. “So cosa significa sentirsi rispondere con uno sguardo di dubbio”, ha aggiunto, evidenziando la lotta non solo contro la malattia ma anche contro il pregiudizio.

Con il suo libro, Salvatore spera di dare voce a chi vive nell’ombra, a chi ha paura di essere creduto e a chi si sente stanco di combattere su due fronti. “A chi soffre in silenzio voglio dire: non sei solo. Quello che senti è reale”, ha affermato, incoraggiando altri a non nascondere la loro condizione e a cercare il supporto di cui hanno bisogno.

Un appello alla società

Il messaggio di Salvatore è chiaro: il dolore invisibile merita di essere riconosciuto e compreso. “Il dolore che non si vede non è un dolore che non esiste”, ha detto, sottolineando l’importanza di una maggiore sensibilizzazione. La sua testimonianza non è solo personale, ma rappresenta una chiamata all’azione per tutti coloro che si trovano nella stessa situazione. “Non vogliamo essere eroi. Vogliamo solo smettere di pagare per esistere”, ha concluso, invitando a un cambiamento necessario nel modo in cui la fibromialgia viene percepita e trattata nella società.

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