Giornata della pediatria: Sip sottolinea l’importanza della salute infantile

La salute dei bambini in Italia: necessità di politiche sanitarie adeguate e attenzione alla pediatria per garantire un futuro sano e sostenibile.

La salute dei bambini in Italia è al centro di un acceso dibattito, soprattutto in un momento in cui le politiche sanitarie sembrano ignorare le esigenze dell’infanzia. Questo è emerso chiaramente durante la Giornata Nazionale della Pediatria, tenutasi il 3 maggio 2025, promossa dalla Società Italiana di Pediatria (SIP) presso il Ministero della Salute. La manifestazione ha avuto come obiettivo quello di sottolineare l’importanza della pediatria in un sistema sanitario che spesso si concentra sulla gestione delle malattie croniche degli adulti, lasciando i bambini in secondo piano.

La salute nei primi anni di vita

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che la salute di un individuo si costruisce nei primi anni di vita. Tuttavia, mentre le malattie croniche aumentano e i costi legati all’invecchiamento della popolazione crescono, l’infanzia continua a essere trascurata nelle politiche sanitarie. Il presidente della SIP, Rino Agostiniani, ha evidenziato come le nascite siano scese sotto le 355.000 unità nel 2023, un dato che rappresenta un nuovo minimo storico. Secondo Agostiniani, è fondamentale mettere i bambini e la loro salute al centro dell’agenda nazionale, non solo per garantire adulti più sani, ma anche per assicurare la sostenibilità del sistema sanitario.

La prevenzione in età pediatrica è cruciale. Fattori come l’alimentazione, l’ambiente, le condizioni sociali e le cure ricevute nei primi anni di vita influiscono profondamente sul profilo di salute futuro di un individuo. L’81esimo Congresso Italiano di Pediatria, che si svolgerà a Padova dal 27 al 29 maggio 2025, presenterà ulteriori evidenze su come già alla nascita si possano osservare segni di fragilità nei neonati, in particolare quelli nati prematuri. Gli esperti avvertono che ogni euro investito in prevenzione può generare ritorni fino a 16 euro, grazie a minori spese sanitarie e maggiore produttività.

Criticità del sistema sanitario

L’assistenza pediatrica in Italia presenta notevoli lacune. Attualmente, il pediatra di famiglia è disponibile solo fino ai 14 anni, mentre il passaggio ai percorsi per adulti avviene senza criteri uniformi, variando da 14 a 18 anni a seconda della località. Le linee programmatiche della riforma della medicina territoriale, annunciate dal Ministro della Salute Orazio Schillaci, prevedono l’estensione dell’assistenza pediatrica fino ai 18 anni. Tuttavia, senza un coinvolgimento adeguato degli ospedali, il rischio è che tali riforme rimangano incomplete. I dati parlano chiaro: circa un bambino su quattro (nella fascia 0-18 anni) viene ricoverato in reparti per adulti, e per i ragazzi tra i 15 e i 18 anni la percentuale sale fino al 70%.

Alberto Villani, responsabile dell’Unità Operativa Complessa Pediatria dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ha sottolineato che la pediatria ospedaliera del futuro dovrà affrontare sfide significative, come il calo delle nascite e l’aumento dei casi complessi. La necessità di pediatri con competenze specifiche per gestire pazienti fragili è evidente, così come l’importanza di ripensare gli spazi e i servizi ospedalieri per renderli più adatti ai giovani pazienti.

Ricerca e formazione pediatrica

Annamaria Staiano, ex presidente SIP e presidente ESPGHAN, ha affermato che una buona assistenza pediatrica non può prescindere da una ricerca adeguata. È fondamentale migliorare il coordinamento tra consorzi e reti pediatriche, poiché la ricerca in pediatria è più complessa e costosa rispetto a quella per gli adulti. La SIP ha lanciato un appello per passare da una mentalità che protegge i bambini dalla ricerca a una che li protegge attraverso di essa.

Il rafforzamento delle cure primarie è considerato centrale. Antonio D’Avino, presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, ha dichiarato che il pediatra di famiglia è il primo presidio di prevenzione per bambini e famiglie. Estendere l’assistenza pediatrica fino ai 18 anni è essenziale per garantire continuità nelle cure e rispondere ai bisogni specifici dell’adolescenza.

Antonio Corsello, presidente dell’Osservatorio Nazionale Specializzandi in Pediatria, ha sottolineato l’importanza di una formazione adeguata per i pediatri del futuro. È necessario sviluppare una rete formativa di qualità che consenta ai nuovi specializzandi di entrare nel mondo del lavoro in modo rapido e preparato.

La SIP ha delineato quattro richieste fondamentali per il futuro della salute: contrastare la denatalità, integrare l’educazione sanitaria nei programmi scolastici, garantire assistenza pediatrica fino ai 18 anni e ripensare gli ospedali per rispondere ai bisogni dei più giovani. Queste misure sono essenziali per tutelare la dignità e i diritti di ogni bambino e adolescente, in un contesto in cui la salute futura del Paese dipende dalla cura e dalla prevenzione in età pediatrica.

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