Il 30 luglio 2026 segna la Giornata mondiale dell’amicizia, un’occasione per riflettere sull’importanza delle relazioni sociali nella vita quotidiana. Secondo l’Istituto superiore di sanità, l’isolamento sociale cronico è responsabile di circa 870.000 decessi ogni anno nel mondo, un dato allarmante che equivale a 100 morti ogni ora. Questo fenomeno ha un impatto sulla salute paragonabile a quello di fumare 15 sigarette al giorno, come evidenziato in un rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) del 2025. Le amicizie non solo migliorano il benessere, ma possono anche contribuire a una vita più lunga e sana.
L’importanza delle relazioni sociali
Le evidenze scientifiche dimostrano che avere una rete di relazioni solide è un fattore di protezione fondamentale per il benessere psicologico e fisico. L’Iss sottolinea che le amicizie possono aumentare fino al 50% le probabilità di vivere più a lungo. Tuttavia, la solitudine è un fenomeno in crescita, come afferma Ilaria Lega, ricercatrice del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps) dell’Iss. Secondo l’Oms, una persona su sei nel mondo si sente sola, e tra i giovani la situazione è ancora più preoccupante, con una persona su cinque che avverte questo disagio.
Fattori che contribuiscono alla solitudine
Diversi fattori contribuiscono a questo fenomeno, non solo i cambiamenti demografici e gli stili di vita, ma anche il modo in cui si costruiscono le relazioni. Nel caso dei giovani, non sono i social media in sé a creare solitudine, ma piuttosto l’uso che se ne fa. Se utilizzati per il confronto e la condivisione, i social possono rafforzare i legami; al contrario, un uso passivo o caratterizzato da interazioni negative può aumentare il senso di isolamento. Anche gli anziani sono una fascia vulnerabile: pur non essendo il gruppo con i livelli più alti di solitudine, beneficiano enormemente dal mantenere relazioni significative e opportunità di partecipazione nella comunità.
Iniziative contro l’isolamento sociale
In questo contesto, le relazioni sociali stanno emergendo come parte integrante della cura. Diverse nazioni, tra cui l’Italia, stanno sperimentando nuovi strumenti per combattere l’isolamento. In particolare, nel Regno Unito è stato istituito un ministero della Solitudine. In Italia e in altri Paesi, si sta diffondendo il modello della prescrizione sociale, che consente ai medici di indirizzare i pazienti verso attività come gruppi di cammino, cori e iniziative di volontariato, accanto alle terapie tradizionali. Questo approccio riconosce il valore delle relazioni come componente essenziale della salute, promuovendo un benessere globale che va oltre il semplice trattamento medico.
