Giornata senza tabacco: Aiom segnala che un paziente su dieci fuma ancora

La Giornata mondiale senza tabacco 2026 evidenzia i danni del fumo nei pazienti oncologici e l’importanza di programmi di cessazione e politiche antifumo efficaci.

Oggi, 31 maggio 2026, si celebra la Giornata mondiale senza tabacco, un’occasione che coincide con il congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) in corso a Chicago. Questo evento si concentra sui danni provocati dal fumo nei pazienti oncologici, tema di grande rilevanza per la comunità scientifica. Un recente studio pubblicato nel Journal of Clinical Oncology (JCO) ha analizzato 324 programmi di cessazione del tabagismo, promossi dall’American College of Surgeons, coinvolgendo 446.000 donne affette da tumore al seno. I risultati mostrano che il 63% dei fumatori ha ricevuto supporto specifico, con un incremento significativo nella percentuale di cessazione, passata dal 48% al 67,5%.

Danni del tabagismo nei pazienti oncologici

Nel corso dell’ASCO, gli esperti hanno sottolineato l’importanza di migliorare l’assistenza ai pazienti oncologici, in particolare per quanto riguarda la prevenzione terziaria. Rossana Berardi, presidente eletta dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), ha evidenziato che il fumo colpisce un adulto su quattro in Italia, con una percentuale significativa, oltre il 10%, tra i pazienti oncologici. Studi scientifici dimostrano che i danni causati dal tabagismo persistono anche dopo la diagnosi di cancro e durante le cure. Tuttavia, smettere di fumare porta a benefici quasi immediati. Ad esempio, tre mesi di astinenza possono ridurre la mortalità per tumore del 26% (JAMA Oncology, 2024).

Messaggio contro il fumo

In occasione di questa giornata, Berardi ha ribadito l’importanza di un messaggio forte contro il fumo. Ha sottolineato la necessità di adottare modelli virtuosi provenienti dagli Stati Uniti, dove sono attivi programmi di supporto al tabagismo, tra cui counseling virtuali, corsi di gruppo e terapie sostitutive della nicotina. L’assistenza alla cessazione dovrebbe diventare una componente essenziale del sistema sanitario, richiedendo percorsi formativi e sensibilizzazione per i medici.

Priorità della comunità scientifica

Massimo Di Maio, presidente nazionale dell’AIOM, ha dichiarato che la lotta contro il tabagismo è una priorità per la comunità scientifica. In collaborazione con la Fondazione AIRC, la Fondazione Veronesi e la Fondazione AIOM, è stata avviata una raccolta firme per una legge d’iniziativa popolare che prevede un aumento di 5 euro sul costo dei prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. Con oltre 51.000 firme già raccolte, il gruppo è pronto a presentare la richiesta al Parlamento. Questo successo riflette l’attenzione dei cittadini e della comunità medico-scientifica sulla prevenzione dei danni causati dal fumo.

L’importanza della prevenzione

Di Maio ha sottolineato che l’oncologia non può limitarsi a gestire le conseguenze biologiche dell’esposizione al fumo. La raccolta firme è parte di uno sforzo più ampio per integrare la cessazione del tabagismo nei percorsi clinici e sostenere politiche antifumo efficaci. La campagna ha ricevuto ampio supporto, evidenziando il fumo come uno dei fattori di rischio oncologico più gravi. Inoltre, preoccupa la continua diffusione del fumo tra i giovani, con l’11% degli under 19 che fuma regolarmente e il 10% consuma almeno mezzo pacchetto di sigarette al giorno. La proposta di legge per aumentare il prezzo delle sigarette mira a proteggere soprattutto questa fascia di popolazione, seguendo l’esempio di altri Paesi europei che hanno adottato misure simili con successo.

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