Giornata sull’emofilia: Castaman (Siset) avverte, ‘senza scuole di specializzazione, mancano esperti in emostasi e trombosi’

La mancanza di una specializzazione in malattie emorragiche e trombotiche limita la formazione di esperti, evidenziando la necessità di un programma dedicato per migliorare la cura dei pazienti.

La formazione di nuovi professionisti nel campo delle malattie emorragiche e trombotiche presenta delle sfide significative. Giancarlo Castaman, presidente della Società Italiana per lo Studio dell’Emostasi e della Trombosi (Siset), ha evidenziato l’assenza di una scuola di specializzazione specifica in questo settore. Durante il convegno in occasione della XXII Giornata Mondiale dell’Emofilia, tenutosi il 17 aprile 2025 a Roma e organizzato da FedEmo, Castaman ha sottolineato che attualmente queste patologie vengono trattate principalmente all’interno delle scuole di specializzazione in ematologia o medicina interna.

La mancanza di un percorso formativo dedicato

La mancanza di un percorso formativo dedicato rappresenta un ostacolo significativo per lo sviluppo di competenze specifiche. Castaman ha affermato che esistono aspetti trasversali delle malattie emorragiche e trombotiche che non possono essere adeguatamente affrontati all’interno di un’unica specializzazione. Questa lacuna formativa non solo limita la preparazione degli specialisti, ma impedisce anche l’emergere di nuove leve capaci di gestire in modo efficace queste condizioni cliniche.

Creazione di un programma di specializzazione

La creazione di un programma di specializzazione mirato potrebbe rivelarsi fondamentale per migliorare la qualità della cura e la gestione delle patologie emorragiche e trombotiche. Investire nella formazione di esperti in questo campo è cruciale non solo per affrontare le sfide attuali, ma anche per garantire un futuro migliore ai pazienti affetti da queste malattie.

Importanza della collaborazione nel settore

Il convegno ha offerto un’importante piattaforma di discussione per esperti e professionisti del settore, evidenziando la necessità di un’azione concertata per promuovere la formazione e la ricerca in questo ambito. La collaborazione tra le istituzioni sanitarie e le società scientifiche sarà essenziale per sviluppare percorsi formativi adeguati e per garantire che le nuove generazioni di medici siano pronte a rispondere alle esigenze dei pazienti.

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