Lo studio denominato CAPItello-291 ha analizzato l’efficacia di capivasertib, un inibitore di Akt, in associazione con fulvestrant. Questa ricerca è stata condotta su pazienti affetti da tumore al seno localmente avanzato o metastatico, con esito positivo per il recettore degli estrogeni (HR+), ma negativo per Her2 (Her2-). I soggetti coinvolti presentavano anche una o più alterazioni nei geni Pik3ca, Akt1 o Pten, e avevano già sviluppato resistenza alle terapie endocrine.
Risultati promettenti della combinazione di farmaci
Secondo quanto dichiarato da Valentina Guarneri, direttrice dell’Unità Operativa Complessa di Oncologia 2 presso lo Istituto Oncologico Veneto (IOV) e professoressa di Oncologia Medica all’Università di Padova, la combinazione di questi farmaci ha mostrato risultati promettenti. In particolare, è stato osservato un significativo dimezzamento del rischio di progressione della malattia, oltre alla possibilità di ritardare l’inizio della chemioterapia. Queste informazioni sono state condivise durante un incontro con i media, tenutosi a Milano e organizzato da AstraZeneca, con l’obiettivo di approfondire le opportunità offerte dalle terapie innovative per il carcinoma mammario avanzato o metastatico.
Nuove frontiere nel trattamento del tumore al seno
La ricerca ha quindi messo in evidenza come l’approccio combinato possa rappresentare una nuova frontiera nel trattamento di questa patologia, offrendo ai pazienti una chance in più per affrontare la malattia. Con l’innovazione terapeutica in continua evoluzione, l’attenzione si concentra su come queste nuove opzioni possano migliorare la qualità della vita e le prospettive di trattamento per i pazienti affetti da tumore al seno.

