Il recente focolaio di Hantavirus a bordo della nave da crociera Mv Hondius, avvenuto a Tenerife, ha sollevato preoccupazioni a livello globale. Con il rimpatrio dei passeggeri avvenuto il 10 maggio 2026, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha avviato un monitoraggio attento della situazione, fissando una data cruciale per il 21 giugno 2026, quando scadranno i termini di quarantena per i soggetti esposti.
Incubazione e quarantena, i tempi e la data chiave
L’Oms ha comunicato che, date le caratteristiche del virus, è probabile che si verifichino ulteriori casi di Hantavirus nelle prossime settimane. Durante un briefing tenutosi il 12 maggio 2026, il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha sottolineato l’importanza di monitorare attivamente la salute dei passeggeri rimpatriati. Ogni nazione coinvolta sta attuando misure di sorveglianza per garantire la sicurezza pubblica. Il monitoraggio avverrà per un periodo di 42 giorni dalla data di esposizione, che coincide con lo sbarco avvenuto il 10 maggio, portando così al termine della quarantena il 21 giugno.
Le autorità sanitarie stanno seguendo con attenzione i sintomi manifestati da un numero limitato di pazienti, che potrebbero essere compatibili con il virus Andes, una variante dell’Hantavirus. La collaborazione tra l’Oms e i vari Stati è fondamentale per affrontare questa emergenza sanitaria.
Cosa sappiamo sul virus e cosa fare
Il virus responsabile di questo focolaio è il virus Andes, noto per la sua rarità nella trasmissione da persona a persona. Secondo il Ministero della Salute, gli hantavirus sono prevalentemente trasmessi dai roditori attraverso il contatto con le loro secrezioni. Le modalità di contagio includono l’esposizione a urina, feci o saliva di roditori infetti. La trasmissione interumana è stata documentata solo per il virus Andes, principalmente nelle Americhe.
Le infezioni da hantavirus possono portare a gravi patologie, inclusi danni renali, emorragie e sindrome polmonare. In Nord, Centro e Sud America, gli hantavirus possono causare la sindrome polmonare da hantavirus, una condizione che colpisce rapidamente i polmoni e il cuore. La trasmissione limitata tra esseri umani è stata principalmente osservata in Argentina e Cile.
In Europa e Asia, gli hantavirus causano febbre emorragica con sindrome renale, una condizione che colpisce i reni e i vasi sanguigni, ma non è stata documentata la trasmissione interumana in queste aree. La nefropatia epidemica è una forma più lieve di febbre emorragica osservata in Europa.
Attualmente, non esiste una cura specifica o un vaccino per l’infezione da hantavirus. Tuttavia, il Ministero della Salute sottolinea l’importanza di un’assistenza medica tempestiva, che può migliorare le probabilità di sopravvivenza attraverso un attento monitoraggio clinico e la gestione delle complicanze. La prevenzione si basa sulla riduzione dei contatti tra esseri umani e roditori e sull’igiene. Durante focolai o sospetti di contagio, è cruciale identificare rapidamente i casi e isolare i contatti stretti per limitare la diffusione del virus.
