Hantavirus, Bassetti avverte: “Possibile epidemia, ma in Italia si discute di Garlasco”

Focolaio di hantavirus su nave da crociera: tre morti e otto contagiati, esperti avvertono su potenziali nuovi focolai e necessità di tracciamento dei contatti.

ROMA – La situazione legata a un focolaio di hantavirus su una nave da crociera sta suscitando grande allerta. Tre persone hanno perso la vita e otto sono risultate contagiate, con il timore che il problema possa estendersi ulteriormente. L’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive presso l’ospedale San Martino di Genova, ha espresso preoccupazione per questa emergenza nelle ultime ore.

Dettagli sul focolaio e sul ceppo di hantavirus

Il ceppo di hantavirus riscontrato a bordo della nave olandese è il noto Andes, l’unica variante identificata in grado di trasmettersi da persona a persona. Questa peculiarità rende la situazione più complessa rispetto ad altri focolai di hantavirus, che di solito si diffondono tramite il contatto con roditori selvatici o domestici. La scoperta di questa variante sudamericana ha allarmato la comunità scientifica a livello globale, che ora monitora con attenzione l’evolversi della situazione.

Le implicazioni dell’infezione e la necessità di tracciamento

Bassetti ha sottolineato che sia il paziente deceduto a Johannesburg sia quello attualmente ricoverato a Zurigo hanno viaggiato e interagito con un gran numero di persone. “Si tratta di una malattia infettiva da hantavirus contagiosa da persona a persona. Questo scenario potrebbe portare a nuovi potenziali focolai epidemici che abbiamo già visto in passato e che sono stati gestiti in modo inadeguato”, ha affermato. L’esperto ha esortato a un tracciamento immediato di tutti i contatti delle persone infette.

La situazione dei passeggeri della nave

Il medico ha anche ironizzato sulla situazione, invitando a seguire eventi di cronaca che sembrano ricevere più attenzione rispetto a questa emergenza sanitaria. “Mentre il mondo si interroga su come rintracciare i passeggeri che hanno avuto contatti con i casi di hantavirus a bordo della nave Hondius, è importante ricordare che ci sono 23 passeggeri che hanno sbarcato il 22 aprile. Questi individui hanno viaggiato attraverso stazioni e aeroporti, incontrando chissà quante persone lungo il cammino”, ha concluso Bassetti, evidenziando l’urgenza di un intervento efficace per contenere la diffusione del virus.

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