Il recente focolaio di hantavirus a bordo di una nave da crociera, che ha coinvolto 147 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio, ha suscitato preoccupazione a livello globale, in particolare in Europa. Sebbene al momento non vi sia una situazione di emergenza, la questione riporta alla ribalta le lezioni apprese dalla pandemia di Covid-19. Esperti del settore, come Matteo Bassetti, Massimo Galli e Francesco Vaia, hanno espresso la necessità di rivedere le politiche sanitarie italiane e di rafforzare la cooperazione internazionale per prevenire futuri rischi sanitari.
Bassetti: necessaria una revisione del piano pandemico oms
Matteo Bassetti, infettivologo di spicco, ha commentato la situazione attuale sul suo profilo X, sottolineando l’importanza di un approccio coordinato tra i paesi in risposta al focolaio di hantavirus. Ha esortato il governo italiano a riconsiderare la sua posizione riguardo al Piano pandemico Oms, evidenziando che il rifiuto di sostenere un accordo globale per la prevenzione delle pandemie rappresenta una scelta imbarazzante, soprattutto in un momento critico come questo.
Bassetti ha richiamato alla memoria un episodio del 2018, quando un’epidemia di hantavirus in Argentina si diffuse rapidamente da tre casi iniziali a 27, con un indice di trasmissibilità (RT) superiore a 2. Attualmente, con otto casi segnalati, ha avvertito che si potrebbero verificare ulteriori 40-50 infezioni, sottolineando l’importanza di identificare rapidamente i nuovi contagi. Ha rassicurato che il virus si trasmette solo attraverso contatti ravvicinati, una notizia positiva in termini di contenimento.
Galli: importanza della vigilanza da parte delle autorità sanitarie
Massimo Galli, noto infettivologo e già professore all’Università degli Studi di Milano, ha evidenziato su Facebook l’importanza di monitorare attentamente il focolaio di hantavirus. Ha ricordato che nel 2025 l’amministrazione Trump aveva interrotto i finanziamenti ai Centers for Research in Emerging Infectious Diseases (Creid), una rete dedicata allo studio di virus potenzialmente pandemici. Galli ha sottolineato la necessità di un’attenzione costante da parte delle autorità sanitarie internazionali e di una collaborazione efficace per affrontare l’emergenza.
Attualmente non esistono farmaci specifici contro il virus Andes, ma sono in fase di studio anticorpi monoclonali e potenziali vaccini. Galli ha insistito sulla necessità di testare le persone a bordo della nave da crociera e di attuare misure di profilassi prima che possano tornare alla vita normale. Ha avvertito che il virus rappresenta un campanello d’allarme riguardo alle lacune nella sorveglianza e nella prevenzione delle malattie infettive.
Vaia: critica alla gestione della comunicazione sanitaria
Francesco Vaia, già direttore dell’Inmi Spallanzani di Roma, ha espresso preoccupazione riguardo alla gestione della comunicazione sanitaria in relazione all’hantavirus. Ha affermato che l’esperienza della pandemia di Covid-19 non ha portato a un miglioramento nella comunicazione e nella gestione delle emergenze sanitarie. Secondo Vaia, la paura generata da nuovi virus non è giustificata, e non è necessario allarmare la popolazione riguardo a una nuova pandemia.
Ha criticato i media per il loro ruolo nel diffondere messaggi allarmistici e ha chiesto una maggiore responsabilità nella comunicazione, evitando di dare spazio a figure pubbliche non esperte su temi delicati. Vaia ha sottolineato l’importanza di una comunicazione seria, soprattutto in ambito sanitario, per garantire che il pubblico riceva informazioni accurate e utili.
