Hiv, Andreoni: “Le terapie a lunga durata aumentano l’aderenza e bloccano la trasmissione del virus”

Le nuove terapie antiretrovirali a lungo termine migliorano l’aderenza al trattamento dell’HIV, semplificando la gestione e contribuendo alla salute pubblica e al controllo dell’epidemia.

L’infettivologo Massimo Andreoni, direttore scientifico della SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), ha recentemente commentato le nuove linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riguardo l’aderenza terapeutica nel trattamento dell’HIV. Le terapie antiretrovirali a lungo termine, secondo Andreoni, rappresentano un progresso significativo nella gestione dell’infezione, poiché migliorano l’aderenza alla cura e semplificano il carico terapeutico, contribuendo al controllo del virus.

Il ruolo delle terapie a lungo termine

Il 3 febbraio 2026, durante un’intervista con Adnkronos Salute, Andreoni ha evidenziato l’importanza dell’aderenza alla terapia antiretrovirale. Questa aderenza è fondamentale per la soppressione virale, prevenendo la replicazione dell’HIV e riducendo il rischio di sviluppare resistenze ai farmaci. Andreoni ha sottolineato che il mantenimento di una buona salute a lungo termine e la gestione delle comorbilità sono direttamente collegati alla regolarità con cui i pazienti seguono le terapie. La terapia antiretrovirale deve essere assunta per tutta la vita, poiché non esistono attualmente alternative sicure per interromperla.

Le terapie a lungo termine, somministrate a intervalli prolungati, offrono un vantaggio rispetto ai regimi orali tradizionali. Andreoni ha osservato come l’assunzione quotidiana di farmaci possa portare a stanchezza e affaticamento psicologico, riducendo la qualità della vita. Questo aspetto è particolarmente critico per i pazienti, che devono costantemente adattare il loro stile di vita e ricordarsi della malattia.

Vantaggi per le categorie vulnerabili

I farmaci a lungo termine semplificano la gestione della terapia e favoriscono una migliore aderenza, soprattutto per le persone più vulnerabili, come i senza fissa dimora, i tossicodipendenti e i giovani. Queste categorie spesso affrontano notevoli difficoltà nel seguire una terapia quotidiana. Andreoni ha affermato che la possibilità di ridurre la frequenza delle somministrazioni può rappresentare una grande differenza per questi pazienti, migliorando così la loro qualità della vita.

In aggiunta, un altro aspetto significativo riguarda la tutela della privacy. Chi viaggia o è in vacanza con amici può sentirsi a disagio nell’assumere quotidianamente farmaci. Con le terapie a lungo termine, questo problema viene notevolmente alleviato. Non dover assumere medicinali ogni giorno consente ai pazienti di vivere la propria condizione in modo più riservato e sereno.

Implicazioni per la salute pubblica

Secondo le indicazioni dell’OMS, migliorare l’aderenza terapeutica non solo rafforza la salute individuale delle persone con HIV, ma rappresenta anche una strategia cruciale per la sanità pubblica. Questa strategia è fondamentale per prevenire nuove infezioni e per avvicinarsi all’obiettivo di controllo dell’epidemia. Le terapie antiretrovirali a lungo termine, quindi, non solo offrono vantaggi ai singoli pazienti, ma contribuiscono anche a un approccio globale nel combattere la diffusione dell’HIV, rendendo il sistema sanitario più efficace e sostenibile.

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