Hiv, gli esperti affermano: “Infezioni zero possibili con strategie long-acting”

Incontro a Roma sulla gestione e prevenzione dell’Hiv: strategie innovative e piano nazionale per affrontare l’epidemia silenziosa e migliorare l’accesso alle cure.

Oggi, 12 marzo 2025, si è svolto a Roma un incontro significativo dedicato alla gestione e prevenzione dell’infezione da Hiv. L’evento, intitolato ‘Ist – Hiv Call 2025: quali opportunità di gestione e prevenzione per l’emergenza sanitaria silente’, è stato organizzato da Cencora-Pharmalex con il patrocinio di importanti istituzioni sanitarie italiane, tra cui l’Istituto superiore di sanità, la Società interdisciplinare per lo studio delle malattie sessualmente trasmissibili (Simast), la Società italiana delle malattie infettive e tropicali (Simit) e Federchimica Assobiotec. L’incontro ha ricevuto anche un contributo non condizionato da ViiV Healthcare Italia.

La situazione attuale dell’hiv in italia

In Italia, l’Hiv è considerato un’epidemia silenziosa, un tema spesso trascurato nei dibattiti pubblici, come evidenziato dagli organizzatori dell’evento. La mancanza di informazione adeguata porta a diagnosi tardive, ostacolando la lotta contro la diffusione del virus. Attualmente, si stima che nel Paese ci siano circa 163.000 persone con Hiv, di cui 15.000 non diagnosticate. Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, nel 2024 sono state registrate 2.379 nuove diagnosi, corrispondenti a un’incidenza di 4 casi ogni 100.000 residenti. Le regioni con le incidenze più elevate includono Lazio, Toscana ed Emilia Romagna. La maggior parte delle nuove diagnosi riguarda uomini, che rappresentano il 79% dei casi, con un’età mediana di 41 anni, leggermente superiore rispetto alle donne.

Innovazioni terapeutiche e prospettive future

In questo contesto, le innovazioni terapeutiche offrono nuove speranze sia per le persone a rischio di contrarre il virus sia per quelle già sieropositive. Queste terapie possono ridurre significativamente il rischio di infezione e migliorare gli esiti clinici, trasformando l’Hiv in una condizione cronica gestibile. Secondo le previsioni di Unaids, entro il 2025, l’86% delle persone positive dovrebbe raggiungere una carica virale non rilevabile, mentre il 95% delle persone a rischio dovrebbe avere accesso alla profilassi pre-esposizione (PrEP).

L’evento ha rappresentato un’importante piattaforma di discussione tra clinici, istituzioni e associazioni di pazienti, focalizzandosi sulle sfide e le opportunità legate a trattamenti innovativi. Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit, ha sottolineato che oltre il 90% dei pazienti preferisce passare a terapie iniettabili long-acting dopo un primo trattamento orale, poiché queste opzioni offrono maggiore libertà nella vita quotidiana e riducono lo stigma associato alla malattia. Le strategie di trattamento long-acting migliorano l’aderenza e l’efficacia della prevenzione.

Le iniziative del ministero della salute

Maria Rosaria Campitiello, capo Dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute, ha presentato il nuovo Piano nazionale di interventi per la prevenzione delle infezioni da Hiv, epatiti virali e infezioni sessualmente trasmesse per il quinquennio 2024-2028. Questo piano mira a rafforzare le strategie di prevenzione e diagnosi precoce, allineandosi agli obiettivi dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’eliminazione delle epatiti virali e per il contenimento dell’Hiv entro il 2030. Tra le novità principali, si evidenziano investimenti nella prevenzione combinata e nella distribuzione gratuita di profilattici, oltre al potenziamento della PrEP, che attualmente presenta ritardi significativi in termini di accessibilità.

Francesco Saverio Mennini, capo Dipartimento della Programmazione del ministero della Salute, ha aggiunto che, nonostante i progressi terapeutici, l’Hiv rappresenta ancora una sfida sanitaria importante. Il ministero sta lavorando per ridurre l’incidenza delle nuove infezioni, migliorare l’accesso ai test e favorire l’integrazione tra prevenzione, screening e trattamento, specialmente nei contesti più vulnerabili. La visione di One Health è fondamentale per integrare innovazione e programmazione nella lotta contro l’Hiv.

Collaborazione e impegno politico

Luciano Ciocchetti, vicepresidente della XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, ha sottolineato l’importanza di mantenere alta l’attenzione sull’Hiv. Per raggiungere gli obiettivi fissati dall’OMS, è necessario un forte impegno politico nella prevenzione e nell’accesso equo alle cure più avanzate. Solo una collaborazione autentica tra istituzioni, comunità scientifica e associazioni di pazienti potrà portare a progressi concreti.

Gli esperti hanno evidenziato il ruolo cruciale delle strategie long-acting nella tutela della salute pubblica. Giordano Madeddu, presidente della sezione L del Comitato tecnico sanitario, ha illustrato come il suo gruppo stia sviluppando progetti e terapie innovative, con l’obiettivo di eradicare l’Hiv e le infezioni sessualmente trasmesse. Tra le azioni prioritarie, si prevede di promuovere l’implementazione della PrEP, semplificare il testing e rafforzare la gestione multidisciplinare delle persone in terapia antiretrovirale, inclusi i soggetti più vulnerabili.

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