Il 1° dicembre 2025, l’infettivologo Davide Moschese, della I Divisione di Malattie Infettive presso l’ospedale Luigi Sacco di Milano, ha partecipato a un web talk organizzato da Adnkronos, intitolato “Innovazione nella prevenzione dell’Hiv: miti e realtà”. Questo evento, supportato da Viiv Healthcare, si è concentrato sull’importanza di una comunicazione basata su evidenze scientifiche riguardanti l’Hiv, con l’obiettivo di sfatare alcuni falsi miti che circondano questa malattia.
Opzioni terapeutiche per l’Hiv
Nel corso dell’incontro, Moschese ha discusso delle opzioni terapeutiche disponibili per il trattamento dell’Hiv, evidenziando che, a parità di assunzione e mantenendo un’aderenza rigorosa, il tasso di efficacia tra la terapia quotidiana e quella a lungo durata d’azione è equivalente. La scelta della terapia a lungo termine, come quella con cabotegravir, è principalmente influenzata dalle esigenze del paziente. Questa terapia prevede iniezioni ogni due mesi e offre vantaggi significativi in termini di riservatezza, riducendo il disagio sociale associato a un’infezione che purtroppo è ancora molto stigmatizzata.
Dati epidemiologici sull’Hiv in Italia
Moschese ha richiamato l’attenzione sui dati dell’Istituto Superiore di Sanità, segnalando che in Italia si sono registrate oltre 2.000 nuove infezioni, con un’incidenza di circa 4 casi ogni 100.000 abitanti. Tra il 2020 e il 2023, è stato osservato un incremento delle diagnosi, principalmente legato a rapporti sessuali. I dati mostrano che il 39% dei nuovi casi riguarda uomini che hanno rapporti con uomini, mentre il 26% e il 21% sono attribuiti a uomini e donne eterosessuali. La fascia d’età più colpita è quella tra i 30 e i 49 anni, che ha un accesso più facile ai servizi di testing e terapia, contrariamente ai più giovani, che risultano meno raggiunti dalle risorse diagnostiche.
Barriere socio-economiche nella diagnosi e trattamento
Un altro aspetto importante emerso dalla discussione riguarda le barriere socio-economiche che ostacolano la diagnosi e il trattamento dell’Hiv. Moschese ha sottolineato che gruppi come migranti e persone transgender si trovano spesso in situazioni di vulnerabilità, aggravate dalla mancanza di informazioni adeguate. Inoltre, molte donne non percepiscono il rischio di contrarre l’infezione, che è stata storicamente associata a un’immagine maschile e legata all’orientamento sessuale.
Importanza della prevenzione e del trattamento
L’infettivologo ha concluso sottolineando che la prevenzione e il trattamento dell’Hiv rappresentano un successo della medicina moderna. Per avere un impatto significativo sulla curva epidemica in Italia, è fondamentale affrontare apertamente l’infezione e combattere lo stigma. Le persone che vivono con l’Hiv, grazie ai progressi terapeutici, non sono malate nel senso tradizionale del termine, poiché le terapie disponibili prevengono l’insorgere della sindrome da immunodeficienza acquisita (Aids). È essenziale raggiungere l’intera popolazione e garantire l’accessibilità alle strategie preventive attraverso una comunicazione continua e non limitata a eventi sporadici. Questo approccio rappresenta un contributo concreto alla salute pubblica.

