Ica Day: esperti sottolineano l’importanza della formazione per la prevenzione del rischio infettivo

Incontro al Teatro Politeama Garibaldi di Palermo per discutere la prevenzione del rischio infettivo, evidenziando l’importanza della formazione e dell’approccio multidisciplinare nella sicurezza sanitaria.

Oggi, 10 settembre 2026, si è svolto un importante incontro al Teatro Politeama Garibaldi di Palermo, dedicato alla gestione clinica e alle pratiche assistenziali nella prevenzione del rischio infettivo. L’evento, intitolato Ica Day, ha visto la partecipazione di esperti del settore, tra cui Hcrm e Bistoncini Partners, che hanno messo in luce l’importanza di tradurre le procedure in comportamenti concreti all’interno dei luoghi di cura.

Il dibattito sulla prevenzione nelle strutture sanitarie

Durante l’incontro, i partecipanti hanno discusso su quanto sia cruciale la capacità di applicare le procedure nella quotidianità delle strutture sanitarie. Nonostante i progressi scientifici, la sicurezza del paziente è fortemente influenzata dalla capacità di implementare raccomandazioni e protocolli. La direttrice del Centro nazionale per la salute globale dell’Istituto superiore di sanità, Raffaella Bucciardini, ha sottolineato che la prevenzione delle infezioni non si limita alla disponibilità di linee guida, ma richiede un cambiamento culturale e comportamentale tra i professionisti della salute.

Bucciardini ha evidenziato l’importanza della formazione continua e della sorveglianza, per identificare le aree di rischio e le popolazioni vulnerabili. Ha affermato che le misure di prevenzione devono essere accessibili e applicabili a tutti, per ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari. La sua dichiarazione ha messo in evidenza la necessità di un approccio olistico, che coinvolga tutti gli attori del sistema sanitario.

Formazione e responsabilità nella sicurezza sanitaria

Il tema della formazione è stato centrale nel dibattito. Caterina Rizzo, professore ordinario di Igiene e medicina preventiva all’Università di Pisa, ha aperto i lavori scientifici con una Lectio Magistralis, sottolineando l’importanza di applicare le evidenze scientifiche già disponibili. Rizzo ha proposto un ripensamento della formazione, suggerendo che oltre alla formazione tradizionale, siano necessari momenti pratici e ripetitivi per rafforzare le competenze dei professionisti.

Carlo Signorelli, coordinatore dei direttori delle Scuole di specializzazione in Igiene e medicina preventiva, ha aggiunto un ulteriore elemento al dibattito, parlando del rapporto tra responsabilità individuale e organizzativa. Ha affermato che la sicurezza non può essere attribuita solo al singolo professionista, ma deve essere vista come un risultato di un sistema organizzativo che supporta le buone pratiche. Signorelli ha messo in evidenza l’importanza di procedure chiare e di un ambiente di lavoro adeguato per garantire la sicurezza del paziente.

Verso una cultura della prevenzione

Il messaggio principale emerso dall’evento è che la prevenzione deve diventare parte integrante della cultura della salute. Non basta avere procedure e protocolli, ma è necessario che questi vengano interiorizzati e applicati quotidianamente. La trasformazione della prevenzione da un insieme di adempimenti a una componente strutturale della qualità dell’assistenza è fondamentale per garantire la sicurezza dei pazienti.

Il confronto ha evidenziato che la prevenzione richiede un approccio multidisciplinare, che coinvolga non solo i professionisti, ma anche le organizzazioni e i sistemi sanitari nel loro complesso. Solo attraverso un impegno condiviso e una formazione continua sarà possibile ridurre il rischio infettivo e garantire un’assistenza di qualità.

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