Il cardiologo Perrone Filardi: “Trattare l’obesità diminuisce infarti, ictus e ricoveri”

Il cardiologo Pasquale Perrone Filardi sottolinea il legame tra obesità e malattie cardiovascolari, evidenziando l’importanza della semaglutide nella prevenzione di eventi gravi.

Il 17 febbraio 2026, Pasquale Perrone Filardi, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, ha rilasciato dichiarazioni significative riguardo al legame tra obesità e malattie cardiovascolari. Durante una presentazione a Roma, il cardiologo ha evidenziato come il sovrappeso non rappresenti solo un problema estetico, ma un fattore di rischio determinante per patologie gravi come le malattie cardiovascolari ischemiche, lo scompenso cardiaco, la fibrillazione atriale e le patologie valvolari. Queste affermazioni sono state supportate da uno studio condotto dal Ceis – Centre for Economic and International Studies dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Il cardiologo ha sottolineato che la cura dell’obesità è essenziale per ridurre il rischio cardiovascolare. “Oggi non è più solo un’ipotesi, ma ci sono evidenze scientifiche che lo confermano”, ha affermato Perrone Filardi. Questo messaggio risuona forte e chiaro, specialmente in un contesto in cui l’obesità sta diventando un problema sempre più diffuso in Italia e nel mondo.

Il ruolo della semaglutide nella lotta all’obesità

Perrone Filardi ha evidenziato un cambiamento significativo nell’approccio terapeutico con l’introduzione della semaglutide, un farmaco appartenente alla classe degli agonisti GLP-1. “La semaglutide ha dimostrato, in uno studio unico, che i pazienti con cardiopatia ischemica e obesità possono beneficiare di una riduzione significativa della mortalità cardiovascolare, dell’infarto e dell’ictus quando trattati con questo farmaco”, ha spiegato il cardiologo. Questo rappresenta un passo avanti fondamentale nella comprensione del legame tra obesità e salute cardiovascolare.

La semaglutide non è solo un farmaco per il controllo del peso, ma sta emergendo come un’opzione terapeutica cruciale per la prevenzione di eventi cardiovascolari gravi. “Parlare di obesità oggi significa parlare di riduzione degli eventi cardiovascolari“, ha aggiunto Perrone Filardi, sottolineando l’importanza di affrontare questa condizione per migliorare la salute pubblica.

Nuovi farmaci e la prevenzione delle malattie cardiovascolari

Il cardiologo ha poi discusso l’evoluzione della terapia farmacologica per l’obesità, evidenziando l’impatto dei GLP-1 agonisti e degli SGLT2 inibitori. “Fino a poco tempo fa, non esistevano evidenze che il trattamento dell’obesità potesse portare a una riduzione degli eventi cardiovascolari“, ha spiegato. Tuttavia, l’emergere di questi nuovi farmaci ha cambiato radicalmente il panorama terapeutico.

I risultati ottenuti con i GLP-1 agonisti, in particolare, hanno mostrato effetti positivi sulla prevenzione dello scompenso cardiaco e su altri eventi cardiovascolari, specialmente nei pazienti diabetici. “Il beneficio della semaglutide è stato dimostrato anche nei pazienti non diabetici“, ha precisato il cardiologo, evidenziando l’importanza di un approccio più inclusivo nella gestione dell’obesità.

Perrone Filardi ha concluso affermando che la morbilità cardiovascolare rappresenta una delle principali cause di ospedalizzazione per i pazienti sopra i 60 anni. La prevenzione di condizioni gravi come l’infarto e l’ictus non solo riduce il numero di ricoveri, ma allevia anche il carico sulle famiglie e sul sistema sanitario, rendendo fondamentale il trattamento dell’obesità per migliorare la salute collettiva.

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