La discussione sull’esposoma sta cambiando il panorama della medicina contemporanea, evidenziando l’importanza delle influenze ambientali sulla salute umana. Mauro Minelli, immunologo e docente di Nutrizione Clinica presso l’Università Lum Giuseppe Degennaro, ha recentemente condiviso le sue osservazioni in merito a questo concetto all’Adnkronos Salute. Durante il convegno “Bioma Spring Interannual Meeting 2026”, tenutosi a Lecce il 24 aprile 2026, Minelli ha sottolineato come l’esposoma rappresenti un insieme complesso di fattori che vanno ben oltre la genetica.
Il concetto di esposoma
Minelli ha spiegato che l’esposoma si riferisce a tutte le esposizioni ambientali che un individuo affronta dalla nascita fino alla morte. Queste esposizioni includono l’aria che respiriamo, il cibo che consumiamo, lo stress, i farmaci e le interazioni con altre persone e animali. “Il DNA può essere visto come lo spartito, ma l’ambiente è il direttore d’orchestra”, ha affermato l’immunologo. Questo approccio evidenzia come le condizioni esterne possano influenzare il nostro benessere e il funzionamento del nostro organismo.
Minelli ha illustrato come l’esposoma non debba essere considerato un’entità astratta, ma piuttosto un sistema complesso suddiviso in tre domini interconnessi. Il primo, l’esposoma esterno generale, comprende fattori come l’urbanizzazione e la qualità dell’aria. Il secondo, l’esposoma esterno specifico, si concentra su variabili individuali, tra cui la dieta e l’attività fisica. Infine, l’esposoma interno riflette come il corpo reagisce a queste influenze esterne, manifestandosi attraverso i processi metabolici e i ritmi circadiani.
Le conseguenze della modernizzazione
Durante il suo intervento, Minelli ha evidenziato come la modernizzazione e i cambiamenti nello stile di vita abbiano avuto un impatto significativo sulla nostra salute. La transizione verso diete altamente processate e un’eccessiva igienizzazione ha portato a una condizione nota come “Microbiota Insufficiency Syndrome”. Questa condizione è il risultato di una serie di fattori, tra cui l’aumento dei parti cesarei e l’abuso di antibiotici, che hanno contribuito a una drastica riduzione della biodiversità microbica nel nostro corpo.
La perdita di ceppi microbici protettivi ha portato a un aumento dell’infiammazione silente, una condizione che è alla base di molte malattie croniche. Minelli ha chiarito che questa carenza non solo provoca infiammazione, ma limita anche la nostra capacità di produrre metaboliti essenziali per la salute e la longevità. Un esempio significativo è il metabolismo dei polifenoli, che richiede l’azione di specifici batteri per trasformare i nutrienti in molecole benefiche per il nostro organismo.
Verso una medicina personalizzata
Minelli ha sottolineato l’importanza della medicina personalizzata nel recuperare le funzioni perdute a causa dell’esposoma moderno. Attraverso l’analisi metagenomica, è possibile identificare il “metatipo” di un individuo e suggerire interventi mirati per ripristinare l’equilibrio microbico. La visione “One Health” emerge come un approccio fondamentale, riconoscendo che la salute umana è strettamente legata a quella degli animali e dell’ambiente.
L’interazione con gli animali e il contatto con ambienti naturali possono aumentare la biodiversità microbica interna e migliorare la risposta immunitaria. Minelli ha affermato che trascorrere del tempo nella natura può “ri-selvaggiare” il microbiota, stimolando la produzione di metaboliti neuroattivi che proteggono il sistema nervoso e contrastano il declino cognitivo.
Minelli ha concluso il suo intervento evidenziando come il microbiota debba essere considerato un sistema dinamico che possiamo influenzare. La sfida per la medicina moderna è correggere i danni causati dall’esposoma attraverso l’uso di bioterapeutici vivi, come i probiotici di nuova generazione, capaci di affrontare l’infiammazione e supportare il metabolismo. Riconnettere il nostro organismo alla biodiversità del pianeta è essenziale per garantire una vita sana e duratura.
