La situazione sanitaria nella Repubblica Democratica del Congo continua a destare preoccupazione a causa dell’emergenza legata all’epidemia di Ebola causata dal virus Bundibugyo. Anne Ancia, rappresentante dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha fornito un aggiornamento allarmante sulla diffusione del virus e sulle difficoltà nel contenere il contagio.
La situazione attuale in Ituri
Anne Ancia si trova attualmente in Ituri, Repubblica Democratica del Congo, dal 12 maggio 2025, collaborando con i colleghi e le autorità sanitarie locali. Il governo della Repubblica Democratica del Congo ha ufficialmente dichiarato l’epidemia di Ebola il 15 maggio, dopo la conferma di otto casi nella provincia. Ancia ha descritto la situazione come estremamente complessa, caratterizzata da insicurezza e sfollamento della popolazione, rendendo difficile il monitoraggio e il contenimento del virus. La mancanza di un vaccino o di trattamenti autorizzati per questa specifica variante di Ebola complica ulteriormente la risposta all’emergenza.
La rappresentante dell’OMS ha sottolineato che vi è una “notevole incertezza” riguardo al numero effettivo di contagi e alla diffusione del virus, con oltre 500 casi sospetti e 130 decessi segnalati. La situazione si è aggravata con la diffusione del virus anche in altre zone, inclusi il Nord Kivu e l’Uganda, dove sono stati confermati due casi, uno dei quali fatale.
Ricostruzione dei primi casi
Ancia ha fornito dettagli sui primi momenti dell’epidemia, spiegando che il 5 maggio 2025 una persona è deceduta a Bunia e il suo corpo è stato trasferito a Mongbwalu. Durante i funerali, la famiglia ha cambiato la bara, e si sospetta che da quel momento siano iniziati i contagi. L’individuazione dei primi casi è stata ostacolata da test locali che hanno dato esito negativo per il ceppo Zaire di Ebola, complicando la diagnosi. Solo grazie ai test effettuati a Kinshasa è stata confermata la presenza del virus Bundibugyo.
L’ampia gamma di sintomi associati all’infezione, che includono febbre e affaticamento, ha reso difficile il riconoscimento precoce della malattia, poiché i sanguinamenti si manifestano solo dopo alcuni giorni dall’infezione.
Prospettive sul vaccino
Attualmente, non esistono vaccini o terapie approvate per il virus Bundibugyo. Ancia ha evidenziato che l’OMS sta valutando i potenziali vaccini disponibili e ha informato che il Gruppo Consultivo Tecnico dell’OMS si è riunito per fornire raccomandazioni su quali vaccini dovrebbero essere prioritari. Il vaccino Ervebo, utilizzato contro il virus Ebola Zaire, è uno dei candidati, ma la disponibilità è prevista solo tra due mesi. Tuttavia, Ancia ha espresso dubbi sul fatto che l’epidemia possa essere contenuta entro quel termine.
Le sfide legate alla popolazione
Il ricordo di precedenti focolai di Ebola, in particolare quello del 2018-2019, è ancora vivo nella memoria della popolazione. Ancia ha sottolineato che il coinvolgimento delle comunità locali è fondamentale per contenere la trasmissione del virus. La sensibilizzazione e la collaborazione con leader comunitari e organizzazioni sono essenziali per combattere la disinformazione e garantire il rispetto delle misure sanitarie, specialmente durante i funerali.
Ancia ha avvertito che se le misure coercitive non sono supportate dalla comunità, potrebbero verificarsi rifiuti di segnalare casi sospetti e di recarsi negli ospedali. L’OMS sta lavorando a stretto contatto con il governo e i partner per migliorare la sorveglianza, il tracciamento dei contatti e l’assistenza clinica, inviando anche rifornimenti e dispositivi di protezione per gli operatori sanitari. La collaborazione tra le autorità e la popolazione è vista come la chiave per affrontare questa emergenza sanitaria.
