Il dibattito sull’importanza dell’assistenza pediatrica ha assunto toni sempre più rilevanti negli ultimi anni, specialmente in relazione alla proposta di estendere questo servizio fino ai 18 anni. Secondo Alberto Villani, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria Generale e Malattie Infettive dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, tale estensione sarebbe estremamente vantaggiosa, tanto in ambito ospedaliero quanto sul territorio. Villani ha espresso queste considerazioni durante la Giornata Nazionale della Pediatria, tenutasi il 5 maggio 2026 presso il Ministero della Salute.
L’importanza del benessere globale
Villani ha evidenziato che la salute non può essere vista solo attraverso la lente delle malattie, ma deve includere un approccio più ampio che consideri il benessere complessivo della persona. Questo principio è parte integrante dei sistemi sanitari più avanzati e trova supporto anche nell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Per i più giovani, questo approccio implica la crescita in condizioni ottimali, con un forte focus sulla prevenzione. La prevenzione, secondo il pediatra, deve essere fondata su stili di vita sani, che includono una corretta alimentazione e attività fisica regolare.
La continuità delle cure
Villani ha sottolineato l’importanza di una dieta equilibrata, come quella mediterranea, e di un ambiente positivo, sia familiare che scolastico. “Estendere l’assistenza pediatrica fino ai 18 anni sarebbe molto positivo”, ha dichiarato, soprattutto per i ragazzi affetti da malattie croniche, che spesso incontrano difficoltà nel passaggio alla medicina per adulti. Molte di queste patologie sono poco conosciute dai medici adulti, il che rende fondamentale garantire una continuità nelle cure.
La necessità di una medicina dell’età evolutiva
Villani ha proposto l’idea di sviluppare una vera e propria “medicina dell’età evolutiva” che superi i 18 anni, sottolineando che resta da definire come strutturare questo servizio e chi debba gestirlo. Un aspetto critico della questione è l’adolescenza, periodo in cui l’assistenza pediatrica sul territorio si interrompe generalmente ai 14 anni. Villani ha affermato che molti adolescenti si trovano in difficoltà nel cercare un nuovo medico, e mantenere un rapporto continuativo con il pediatra potrebbe offrire una maggiore stabilità in una fase così delicata della vita.
Guardando al futuro della pediatria
Secondo Villani, il pediatra del futuro avrà bisogno di competenze sempre più ampie. Oltre alla formazione tradizionale, sarà essenziale avere conoscenze sulle nuove frontiere della genetica, sull’applicazione dell’Intelligenza Artificiale e sulle tecnologie emergenti. Non si tratta solo di essere un medico, ma di diventare un esperto comunicatore, capace di accompagnare i bambini nella loro crescita e di orientare il loro futuro in termini di salute. Villani ha concluso sottolineando che il pediatra deve essere una figura di riferimento che supporta i giovani nel loro percorso di vita, preparandoli ad affrontare le sfide del futuro.
