Il sistema circolatorio umano: scoperte sorprendenti sulla sua complessità

La scoperta di un terzo sistema linfatico attraverso gli spazi interstiziali potrebbe rivoluzionare la medicina, integrando conoscenze tradizionali e moderne per nuove modalità di trattamento.

ROMA – Negli ultimi quattrocento anni, la scienza ha riconosciuto l’esistenza di due sistemi linfatici nel corpo umano. Tuttavia, recenti scoperte hanno rivelato un terzo sistema, un cambiamento significativo nel panorama della medicina. Questo nuovo sistema non è emerso di recente, ma gli spazi interstiziali, piccole cavità riempite di liquido presenti all’interno e tra gli organi, erano già noti da oltre un secolo. In passato, si pensava che tali spazi fossero isolati e non comunicanti, simili a una trapunta patchwork. La vera questione risiedeva nel modello di comprensione, piuttosto che nell’anatomia stessa. La storia, come riportato dal New York Times, potrebbe rivoluzionare l’approccio della medicina occidentale.

Studi che hanno rivoluzionato la comprensione

Due ricerche, condotte rispettivamente nel 2018 e nel 2021 da Neil Theise della New York University e Rebecca Wells dell’Università della Pennsylvania, hanno aperto la strada a questa nuova comprensione. La seconda ricerca è iniziata da un’osservazione sorprendente: le particelle di inchiostro dei tatuaggi sono riuscite a spostarsi oltre il derma, attraversando gli spazi interstiziali fino ad arrivare alla fascia sottostante. Questo risultato ha messo in discussione l’idea che i due strati non fossero connessi, dimostrando invece che esiste una rete continua e interconnessa.

Questa rete è composta da fasci di collagene immersi in un gel di acido ialuronico, attraverso i quali fluidi, cellule e molecole possono muoversi lentamente prima di rientrare nel sistema linfatico o cardiovascolare. Wells ha descritto questa dinamica paragonandola al movimento dell’acqua sotterranea che scorre attraverso la crosta terrestre, prima di riemergere in superficie.

Risonanza con la medicina tradizionale

Il concetto di interstizio non è estraneo alla medicina tradizionale cinese, che da millenni descrive il flusso del chi lungo percorsi specifici chiamati meridiani. Recenti studi hanno dimostrato che iniettando coloranti nei punti di agopuntura di soggetti viventi, il tracciante si sposta lungo percorsi corrispondenti ai meridiani, non attraverso vene o strutture superficiali, ma all’interno degli spazi interstiziali tra i muscoli.

Questa scoperta suggerisce che la medicina occidentale potrebbe beneficiare di un’integrazione delle conoscenze tradizionali, aprendo la strada a nuove modalità di trattamento e comprensione del corpo umano.

Implicazioni cliniche significative

Le implicazioni cliniche di queste scoperte sono molteplici. In oncologia, è emerso che le cellule tumorali possono accedere al sistema linfatico attraverso il fluido interstiziale, degradando l’acido ialuronico durante il processo. Tipi di cancro come quelli al seno, polmone, colon, pancreas e pelle sembrano sfruttare questa via. Un farmaco, il narmafotinib, ha mostrato risultati promettenti nelle prime sperimentazioni sul carcinoma pancreatico, interferendo con questo meccanismo.

In ambito di malattie infiammatorie intestinali, l’interstizio potrebbe spiegare perché alcuni pazienti affetti da colite ulcerosa sviluppino patologie autoimmuni ai dotti biliari. Le cellule immunitarie o frammenti batterici potrebbero migrare dall’intestino al fegato attraverso questa rete interstiziale. Inoltre, nella ricerca metabolica, cellule specializzate nell’interstizio del tessuto adiposo sembrano giocare un ruolo importante nella produzione di grasso sano, contribuendo così alla prevenzione del diabete di tipo 2.

Un meccanismo circolatorio primordiale

Il New York Times ha evidenziato anche una prospettiva più ampia. Le idre, invertebrati d’acqua dolce tra le forme di vita animale più primitive, possiedono un tessuto connettivo liquido simile all’interstizio. Le piante, d’altro canto, presentano l’apoplasto, uno spazio che trasporta acqua all’esterno delle membrane cellulari seguendo la stessa logica. Il movimento di fluidi attraverso gli spazi interstiziali potrebbe rappresentare uno dei meccanismi circolatori più antichi della vita multicellulare, suggerendo che la comprensione della biologia umana possa trarre vantaggio da un approccio olistico che integri conoscenze antiche e moderne.

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