Il sistema immunitario percepisce fisicamente i microbi prima del riconoscimento

Lo studio dell’Università di Milano-Bicocca rivela come il contatto fisico tra microrganismi e cellule immunitarie attivi rapidamente la risposta immunitaria iniziale.

ROMA – Il “contatto fisico” tra microrganismi e cellule immunitarie potrebbe rivelarsi cruciale nella risposta iniziale di un organismo a un’infezione. Questo meccanismo consente al sistema immunitario di attivarsi prima di identificare il microrganismo attraverso i segnali molecolari. A confermarlo è uno studio intitolato “Microbial adhesion promotes Piezo1 activation to initiate innate immunity”, recentemente pubblicato su Nature Immunology. La ricerca è stata coordinata dall’Università di Milano-Bicocca, con la collaborazione dell’Università Statale di Milano, dell’Università di Pavia e dell’Università Vita-Salute San Raffaele. Il team di ricerca, sotto la direzione di Francesca Granucci, docente di patologia generale e direttrice del dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze di Milano-Bicocca, è composto da Giulia Stucchi, Marco Galli e Stefano Cozzi.

Meccanismi di attivazione del sistema immunitario

Come riesce il sistema immunitario a riconoscere, nei momenti iniziali di un’infezione, l’entrata di un microrganismo potenzialmente dannoso nei tessuti? Secondo il modello tradizionale, le cellule immunitarie identificano specifiche molecole microbiche tramite i Pattern Recognition Receptors (PRR), avviando così la risposta infiammatoria. Tuttavia, quando un tessuto è sotto attacco, la velocità della risposta può risultare determinante. Il sistema immunitario deve essere capace di attivare una prima linea di difesa ancor prima di conoscere dettagliatamente la natura dell’invasione. I ricercatori hanno dimostrato che le cellule immunitarie possono percepire il contatto fisico e l’adesione del microrganismo alla loro superficie, trasformando questo stimolo meccanico in un segnale infiammatorio. In sostanza, nelle primissime fasi della risposta immunitaria, il sistema può iniziare a reagire anche senza aver identificato il microrganismo attraverso i segnali molecolari.

Implicazioni della ricerca sull’immunità innata

“Dallo studio emerge un modello dell’immunità innata articolato su due livelli complementari”, afferma Francesca Granucci. “Nella prima fase, estremamente rapida, il sistema immunitario percepisce che ‘qualcosa sta accadendo’ grazie a un segnale fisico e attua immediatamente una risposta di contenimento. Nella seconda fase, riconosce le caratteristiche molecolari del microrganismo e sviluppa una risposta più specifica”. Le implicazioni di questa ricerca sono significative per la modulazione delle risposte infiammatorie, sia nel caso di eccessi che di necessità di una risposta rapida. Le indagini proseguiranno per verificare se questo stesso meccanismo osservato nei topi sia presente anche negli esseri umani.

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