Il 20 marzo 2026, durante il 24esimo congresso nazionale della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIDP), tenutosi a Rimini in occasione della Giornata Mondiale della Salute Orale, è emerso un allarmante rapporto del Global Burden of Disease 2023. Questo studio ha rivelato che i casi di parodontite grave nel mondo sono raddoppiati negli ultimi trent’anni, passando da 559 milioni a 1,1 miliardi, il che rappresenta il 14% della popolazione globale. In Italia, il numero di persone affette dalla forma più severa della malattia gengivale è aumentato, raggiungendo circa 9 milioni, il 15,7% della popolazione adulta. Questi dati pongono l’Italia in una posizione preoccupante rispetto ad altri paesi europei, come la Spagna con il 4%, la Gran Bretagna con l’8,5%, la Francia con l’11% e la Germania, che registra il tasso più elevato in Europa con il 24%.
L’importanza della salute orale
Leonardo Trombelli, presidente della SIDP, ha sottolineato l’importanza di affrontare questa problematica crescente per la salute pubblica. Secondo Trombelli, i dati presentati evidenziano un carico sempre più pesante legato alla parodontite severa, riconosciuto anche dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Quest’ultima ha incluso la salute orale tra le priorità globali, accanto a malattie come quelle infantili e patologie mentali, epatiche e renali. Trombelli ha dichiarato che è fondamentale adottare un approccio equo e sostenibile per fronteggiare i tassi elevati di malattie orali, in particolare in un contesto di crescita demografica e invecchiamento della popolazione.
Un nuovo modello clinico
In risposta a questa sfida, gli esperti della SIDP hanno proposto un modello clinico innovativo, caratterizzato dal principio del “fare di più con meno”. Questo approccio mira a privilegiare cure meno invasive, riducendo l’impatto ambientale. Trombelli ha spiegato che, quando è necessario intervenire, si deve preservare il più possibile i tessuti e limitare il trauma chirurgico, mantenendo l’anatomia naturale. L’adozione di tecniche microchirurgiche e di precisione permette di trattare i tessuti in modo più delicato, favorendo una guarigione più rapida e riducendo il dolore e l’infiammazione post-operatoria.
Efficacia delle tecniche minimamente invasive
Il presidente della SIDP ha evidenziato l’efficacia delle tecniche di terapia non chirurgica parodontale, che utilizzano strumenti a bassa invasività e possono essere eseguite in un’unica seduta. Queste metodologie dimostrano di ridurre significativamente il tempo di trattamento per il paziente, con un abbattimento del 60% del tempo alla poltrona. Inoltre, le tecniche di aumento osseo nel seno mascellare, quando applicate in modo minimamente invasivo, consentono di ridurre la dose di anestetico e il tempo operatorio, con un abbattimento di quattro volte del consumo di biomateriali, mantenendo la stessa efficacia clinica.
La crescente incidenza della parodontite grave richiede un’attenzione particolare da parte della comunità medica e delle istituzioni, per garantire una salute orale migliore e più accessibile a tutti.
