In Italia si registrano annualmente 2.600 casi ereditari di melanoma: l’Imi promuove test genetici e controlli per la prevenzione.

Un paziente su dieci in Italia ha un familiare con melanoma, evidenziando l’importanza della prevenzione e della consulenza genetica per la salute della pelle.

Un paziente su dieci in Italia ha un familiare di primo grado affetto dalla stessa forma di neoplasia. Questo dato emerge da un’analisi condotta dall’Intergruppo Melanoma Italiano (IMI), che sottolinea l’importanza della prevenzione e della protezione dai raggi solari, specialmente durante la primavera.

La prevenzione del melanoma

Ogni anno, nel nostro Paese, si registrano oltre 2.600 nuovi casi di melanoma eredo-familiare, una forma di cancro della pelle che può essere influenzata da varianti patogenetiche germinali, comunemente note come mutazioni, trasmesse dai genitori ai figli. Questo fenomeno aumenta significativamente il rischio oncologico. In particolare, il 10% dei pazienti colpiti da melanoma ha almeno un familiare di primo grado che ha affrontato la stessa patologia, e fino all’8% di questi pazienti presenta casi di melanoma multiplo. Per tali individui, è fondamentale sottoporsi a controlli regolari e seguire scrupolosamente le linee guida per la prevenzione primaria. Con l’arrivo della bella stagione, l’IMI raccomanda particolare attenzione all’esposizione solare primaverile, che può rivelarsi particolarmente pericolosa.

Consulenza genetica e sorveglianza

Daniela Massi, presidente dell’IMI, evidenzia che l’insorgenza del melanoma può essere influenzata da specifici geni, come Cdkn2A, Cdk4, Bap1, Pot1 e Mitf, i quali sono associati ad altri tumori, tra cui il cancro al pancreas e il mesotelioma. In caso di sospetta sindrome ereditaria o di melanoma multiplo insorto in giovane età, si consiglia di intraprendere un percorso di consulenza genetica e di eseguire test specifici, che possono confermare l’ereditarietà in una percentuale che arriva fino al 30%, corrispondente a circa 700 casi. L’IMI offre un servizio di teleconsulenza genetica attivo su tutto il territorio nazionale, per garantire accesso a consulenze e test genetici anche a chi vive lontano da strutture sanitarie adeguate. Un monitoraggio costante della pelle, attraverso visite dermatologiche e dermatoscopie, è essenziale per la salute dei pazienti.

Statistiche e innovazioni terapeutiche

In Italia, circa 221.000 persone convivono con una diagnosi di melanoma, uno dei tumori cutanei più aggressivi. Nonostante il numero di nuovi casi sia in costante aumento, la mortalità è rimasta relativamente stabile, grazie ai miglioramenti nelle possibilità di cura e guarigione. Massi sottolinea che i tassi di sopravvivenza a cinque anni si attestano all’88% per gli uomini e al 91% per le donne. Le innovazioni terapeutiche più recenti si concentrano su nuove strategie di immunoterapia e approcci combinati per affrontare la resistenza ai trattamenti. Attualmente, sono in fase di studio anche nuove molecole immunomodulanti, tra cui anticorpi bispecifici, che potrebbero migliorare l’efficacia dei farmaci antitumorali. I vaccini stanno emergendo come una possibile opzione terapeutica, utilizzabili in combinazione con l’immunoterapia.

Ricerca e sviluppo nel campo del melanoma

Dal 1998, l’IMI è attivo in Italia per promuovere la ricerca, la formazione degli specialisti e la sensibilizzazione dei cittadini riguardo al melanoma. L’intergruppo, composto da oncologi, anatomo-patologi e dermatologi, è impegnato nella realizzazione di studi multicentrici e multidisciplinari. Attualmente, stanno coordinando diversi progetti di ricerca clinica, con particolare attenzione alle nuove sperimentazioni sui farmaci immunoterapici. Un recente studio ha messo in evidenza che la continuazione dell’immunoterapia dopo due anni nei pazienti con metastasi cerebrali potrebbe non essere necessaria. Un’altra ricerca si occupa dell’impatto della terapia adiuvante sulla fertilità delle giovani donne affette da tumore ad alto rischio di recidiva, oltre agli effetti a lungo termine delle terapie nei giovani adulti.

L’Italia si distingue a livello mondiale per i progressi nella ricerca clinica sul melanoma, in particolare per quanto riguarda l’oncologia di precisione e la personalizzazione delle terapie. L’anatomo-patologo gioca un ruolo cruciale, poiché la diagnosi e le terapie successive dipendono dalle valutazioni al vetrino, oggi anche in formato digitale, che influenzano le decisioni del team multidisciplinare.

Condivi su: