Il presidente del congresso Top5, Marco Falcone, ha lanciato un allarme riguardo alla crescente minaccia dellantibiotico-resistenza durante un’intervista rilasciata il 26 marzo 2026 a Venezia. Falcone, che è anche segretario della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit), ha sottolineato l’importanza di esplorare strategie alternative all’uso degli antibiotici, come la fagoterapia e l’implementazione di tecnologie avanzate per affrontare questa problematica che colpisce in particolare i pazienti fragili.
Il contesto dell’antibiotico-resistenza in Italia
L’Italia si colloca al secondo posto in Europa, dopo la Grecia, per il tasso di infezioni causate da batteri antibiotico-resistenti. Falcone ha spiegato che questa situazione rappresenta una minaccia crescente non solo negli ospedali, ma anche nelle comunità. Le infezioni comuni, come la cistite nelle donne, mostrano tassi di resistenza agli antibiotici tra il 30% e il 50%, anche tra le giovani donne che non hanno mai fatto uso di antibiotici. Questo scenario solleva preoccupazioni significative, poiché chi contrae un’infezione da batteri resistenti e riceve un trattamento antibiotico inefficace è esposto a gravi complicazioni, inclusa la possibilità di sviluppare sepsi o shock settico.
Le iniziative del congresso Top5
Durante il congresso Top5, che si svolgerà fino al 28 marzo 2026, esperti internazionali si riuniscono per discutere le ultime innovazioni in ambito infettivologico. Falcone ha evidenziato l’importanza di tradurre le nuove scoperte in pratiche cliniche quotidiane, sottolineando il ruolo delle tecnologie digitali e delle analisi dei dati nella gestione delle infezioni. Questi strumenti, se utilizzati correttamente, possono apportare cambiamenti significativi nei percorsi di cura.
Il congresso si concentrerà anche su nuovi antibiotici e strategie non antibiotiche, come l’impiego di batteriofagi e anticorpi monoclonali, che potrebbero rappresentare un’alleanza efficace contro i batteri multiresistenti. La questione dell’antimicrobico resistenza sarà affrontata attraverso sessioni dedicate e la presentazione di linee guida mondiali sulla sepsi e sullo shock settico.
Le categorie più vulnerabili e il progetto Resistimit
Falcone ha messo in evidenza come le categorie più vulnerabili, come i pazienti oncologici e quelli immunodepressi, siano particolarmente a rischio di infezioni gravi. Le terapie immunosoppressive, utilizzate non solo per le neoplasie, ma anche per malattie autoimmuni, aumentano la suscettibilità alle infezioni. Il presidente del congresso ha annunciato che insieme alle società scientifiche degli oncologi si stanno sviluppando percorsi per integrare il controllo delle infezioni con le innovazioni terapeutiche.
Un’importante iniziativa in questo ambito è il progetto Resistimit, che coinvolge quasi 60 ospedali italiani e mira a monitorare le infezioni da batteri multiresistenti attraverso un registro dinamico di pazienti. Questo progetto consente di raccogliere dati cruciali per identificare le infezioni e fornire informazioni utili alle istituzioni, come il Ministero della Salute, per affrontare la crescente sfida dell’antibiotico-resistenza.
Le complicazioni infettive rappresentano un rischio significativo per i pazienti sottoposti a trattamenti oncologici o trapianti, come dimostrato da recenti casi di infezioni ospedaliere, inclusi quelli legati a eventi tragici come il rogo di Capodanno a Cras-Montana. La lotta contro le infezioni rimane una delle sfide più impegnative della medicina moderna, richiedendo un approccio multidisciplinare e innovativo.
